venerdì 4 maggio 2007

PIU ' LAVORO, PIU' FIGLI. E GLI UOMINI INTANTO...


Intorno a un lungo tavolo di campagna, coppie e famiglie non solo italiane: ariva un lui e una lei francesi, lavorano in Italia, la mamma ha in collo una piccoletta di pochi mesi, e a ruota seguono quattro ragazzine bionde tra i cinque e gli undici anni. Gridolini di ammirazione e stupore tra gli italiani, e naturalmente scatta la discussione. E' sempre un po' un replay di Italia-Francia, noi e loro. Primo fatto degno di nota: le bambine francesi sono sedute educatamente, mangiano senza bisogno di incitamenti e se non mangiano non se ne accorge nessuno. Il padre spiega: a casa facciamo i turni perché tutte vogliono aiutare, darsi da fare con la sorellina più piccola, allora abbiamo fatto uno schema di turni settimanale.
Gli italiani al tavolo hanno uno o due figli massimo.
In Francia, si sa, sono incentivati gli asili nido, le baby sitter e gli aiuti alle famiglie. "Da noi ci sono agevolazioni fiscali - conferma la famiglia francese a tavola - e anche i prezzi dei prodotti per l'infanzia sono più bassi. Vestiti, cibo, giocattoli, tutto costa un po' meno"
In Italia è più difficile. "Eh, ma non si potrebbe lavorare, se una donna volesse fare più di uno o due figli", nota una delle commensali. Mi permetto di dire che, fatti due figli, gli altri pesano meno: si bada meno a tante piccolezze, si riciclano i vestiti, si organizzano dei turni, e forse l'educazione di tutti ne guadagna. "Eh, ma tutti questi figli poi bisogna seguirli, portarli in piscina, a musica, a fare tutte le varie attività... non è la stessa cosa tre o cinque". I francesi sorridono e parlano poco. Tutti ovviamente hanno, dal loro punto di vista, ragione.
Però... però in Italia le donne hanno il record negativo di partecipazione al mercato del lavoro (46%, contro percentuali vicine al 60% nel resto d'Europa, e del 70% nei paesi scandinavi) e, allo stesso tempo, il record negativo di figli pro-capite. In Francia, si lavora e si fanno figli. In Svezia si lavora e si fanno figli. Anzi, gli economisti sostengono che gli incentivi al lavoro delle donne potrebbero far crescere anche la natalità!
Eppure, anche in questo blog, appena si parla di incentivi al lavoro femminile, gli uomini italiani subito protestano. E anche se le donne italiane vogliono ovviamente lavorare e mettere a frutto studi e qualità professionali, vogliono anche somigliare alle proprie madri quanto a perfezione nel loro ruolo di mamme, mogli e angeli del focolare. E rincorrono i figli intorno al tavolo per aiutarli a mangiare la pasta o la "fettina".
In Italia spesso vedo giovani coppie con un buon lavoro, che aspettano di essere abbastanza sicuri di potersi permettere le rate per il divano e la casa con il soggiorno, prima di pensare a sposarsi e poi, con calma, fare un figlio. In Francia ho visto giovani (e meno giovani), vivere in certi tuguri che non avrei neanche sospettato. E la maggior parte dei figli nascono fuori, anzi prima, del matrimonio. In Italia questi ultimi sono in crescita, ma ancora sono solo il 13%.
Aggiungo che le donne italiane lavorano in casa mediamente molte più ore delle donne europee. E gli uomini italiani molto di meno...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Per favore leggete questo:

Meglio meno disoccupati o meno disoccupate?

Google