martedì 26 giugno 2007

DALLO SCALONE PRECIPITANO LE DONNE



Siccome era urgente abolire lo scalone, e il tesoretto è esiguo, si dovranno rinviare altri problemi. Lo sintetizza egregiamente Tito Boeri sulla Stampa di oggi: "Taglio delle tasse addio". Boeri scrive anche : "Si rassegnino i più giovani, la montagna del debito pubblico non si abbassa". E io direi che si può specificare meglio che il danno è, in generale, per i più giovani e per tutti i contribuenti. Ma, in particolare, vengono ignorate due categorie di problemi: gli aiuti alle donne con figli e gli aiuti ai vecchi non autosufficienti. Anzi, a ben vedere, questi due problemi si concentrano su un unico soggetto: la donna del Sud. E' lei che fa più fatica a trovare lavoro, è lei che ha meno aiuti per i figli, è lei che ha più bastoni tra le ruote (se ha un marito che ha "piacere" che lei si "occupi della famiglia"), è lei che bada agli anziani non autosufficienti. Questo è il soggetto che dovrebbe essere aiutato, incentivato, sgravato dalle tasse, fornito di servizi pubblici e privati, liberando enormi energie per tutta la società. Le donne, e le donne del Sud in particolare, in questo paese non riescono a lavorare e a fare figli. Portano sulle spalle un fardello enorme. Se studiano, sono più brave dei maschi. E se lavorassero farebbero schizzare in alto il reddito del Paese, come hanno dimostrato alcune ricerche già da me citate. (Confrontate in particolare il post del 23 aprile, ma anche quello del 15 aprile, del 4 e del 20 maggio.) Ma anche loro sono scivolate sullo scalone. Purtroppo.

(2./segue)

2 commenti:

ladypiterpan ha detto...

Perchè noi donne facciamo sempre tanta fatica in più?
Io credo che la colpa sia da ricercare soprattutto nell'educazione che abbiamo ricevuto nelle nostre famiglie!
Da buona meridionale che sono, io sento ancora amiche che non hanno fatto l’Università perché i genitori hanno preferito farlo fare ai fratelli.
Sento ancora che l'obiettivo principale è farsi una famiglia e poi la propria realizzazione !!
Dobbiamo lavorare ancora tanto, tanto, tanto, soprattutto sull'educazione nelle mura domestiche!!!!
E' vero che siamo diversi dagli uomini per natura però, noi donne, ancora abbiamo troppa poca fiducia in noi stesse e spesso ci sacrifichiamo in nome della Famiglia, non perchè lo vogliamo veramente, ma per un retaggio culturale che ancora ci perseguita.
D'altronde cara Angela, essendo numericamente più degli uomini, avremmo la possibilità di entrare nella stanza dei bottoni per cambiare l’Italia ma quando andiamo a votare forse succede che ci facciamo plagiare anche in questo dai nostri compagni?
Cordialmente Anna

Arnald ha detto...

Tanto per cominciare.
Se le donne sono questa grande risorsa per il paese - e lo sono senza dubbio - bisogna dire che il nostro caro Stato si impegna tanto a mettere quote rosa in parlamento o aprire due asili nei più grandi uffici pubblici del paese, ma dimentica (che novità) la massa. Una volta, quando ancora lavoravo in tipografia, mi sono ritrovato a fare una consegna proprio durante i colloqui per l'assunzione di una segretaria. La domanda fissa, mascherata con un po' di imbarazzo, ma nemmeno troppo da parte del datore di lavoro era: "Lei ha intenzione di fare figli?"
Ora, non biasimo il datore di lavoro che teme di ritrovarsi con spese aggiuntive da pagare per avere forza lavoro durante il periodo di maternità. Non dico che lo Stato (ma lo desidero) debba apgare per intero la maternità, nonostante in fondo non farebbe altro che investire sul suo stesso futuro. Ma alla fine chi ci rimette sono proprio queste ragazze in bilico tra lavoro e famiglia: entrambi precari. - Arnald

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