martedì 12 giugno 2007

GRILLO, BIAGI E L'ETERNO RITORNO DELLA COLONNA INFAME








Dagli all'untore, dagli alla legge Biagi...Dopo aver parlato di Grillo e della legge Biagi sono andata a ricercare "Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni. Chi vuole, tramite il link la può leggere tutta. Oppure leggere una sintesi qui.
Tutti conoscono il fine del racconto: dimostrare come il sospetto, il pregiudizio e l'ignoranza, per propria colpa, possano uccidere, assolvendo il resto della società. La stessa storia che si è ripetuta con gli ebrei, le streghe, gli omosessuali, i girolimoni vari. La gente ha sempre avuto bisogno di credere che ci fosse qualcuno, un singolo o una categoria di "diversi", responsabile delle proprie disgrazie. Di solito per potersi più comodamente autoassolvere e non perdere tempo ed energie nell' analisi, spesso complicata, dei problemi. E si è sempre fatto avanti qualche zelante per eseguire le sentenze di condanna, dare soddisfazione al popolo e raccogliere gli applausi.
Più recentemente, la figura del capro espiatorio (cfr "capro espiatorio" in Wikipedia) è stata sfruttata in modo esilarante da un celebre scrittore francese, Daniel Pennac, nel suo libro "Il paradiso degli orchi" e nei suoi seguiti. Il supermercato, immaginato da Pennac, assume una persona (Malausséne) per svolgere il ruolo di capro espiatorio di fronte ai clienti che chiedono risarcimenti per qualche acquisto rivelatosi difettoso. Così Malaussène si prende tutta la colpa e il supermercato si salva.
Non dico niente di nuovo, ma a volte rileggere è benefico. Anche perché queste cose uno come Grillo le sa benissimo. E dire "dagli all'untore" su Internet è molto peggio di come si faceva nel Seicento.








3 commenti:

Furio Detti ha detto...

gentile Angela,

ho avuto a suo tempo occasione di commentare il precedente post.

leggendo poi che Lei ha avuto voglia di tornare sull'argomento, mi invita a porle qualche domanda, spero non imbarazzante.

- il livore che prova nei confronti di Grillo è così intenso da giustificare tanto accanimento?

- non crede che una difesa a oltranza della legge Biagi, condotta con un metodo che (personalmente) trovo discutibile, come questo tentativo vittimistico e direi piuttosto anacronistico di dipingere la critica verso tale normativa alla stregua di una superstiziosa caccia alle streghe, sia piuttosto controproducente?

- perché non discutere dei pregi e difetti della legge Biagi in modo più tecnico e meno emotivo?

mi perdoni ma trovo un po' singolare trattare la cosa con toni da crociata, o come se avessimo di fronte una turba di ottentotti superstiziosi.

direi piuttosto che la scarsa popolarità della legge Biagi è frutto di condizioni effettive di disperazione.

Grillo è un tribuno interessanto, ma se avrà la bontà di guardarsi intorno, scoprirà che non è il solo (fortunatamente!) a svelare l'inferno quotidiano del precariato.

provi a fare una ricerca con "anagrafe precari".....

cordialmente.

angela padrone ha detto...

Per Fulvio detti: spero che abbia la voglia, il tempo e la curiosità di leggere anche il resto del blog... Quanto a Grillo non ce l'ho particolarmente a cuore: bravo lui a sfruttare le sue capacità per farsi pubblicità, un po' meno quelli che lo vedono come un profeta, nonostante le sue incongruenze. Ma non mi piace che si faccia del populismo sulla pelle della gente.

Furio Detti ha detto...

gentile Angela,

credo che liquidare sbrigativamente come populismo la denuncia di un problema sia stato uno dei vizi che fomenta vieppiù proprio il male che si dice di combattere.

le persone iniziano a stufarsi e ad amare l'antipolitica, o a sperare in soluzioni radicali e sbrigative, proprio perché chi avrebbe gli strumenti per capire la realtà e battersi contro le ingiustizie liquida con definizioni sprezzanti (populismo, qualunquismo e ogni altro -ismo...) il malessere, invece di preoccuparsi per trovare una soluzione.

non voglio dire che ci sia della malafede nella sua posizione, o che Lei lo faccia in modo altezzoso, ma sin troppi si nascondono dalla realtà dando del populista a chi almeno prova a denunciare certe situazioni.

è una posizione che non mi convince.

con la massima amicizia, e grazie per la solerte risposta.

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