martedì 3 aprile 2007

LAUREATI, ALMENO SALVATEVI L'ANIMA




Laureati, troppo pochi e poco richiesti. Vedo che molti si scornano e si arrovellano su questo. E hanno ragione, perché è proprio la fotografia dell'Italia. Abbiamo il tasso più basso di laureati dell'Occidente, e al tempo stesso il più alto tasso di disoccupazione tra gli stessi laureati. In Gran Bretagna solo 1,7% dei laureati è disoccupato tra i 25 e i 29 anni. Negli Usa, i laureati disoccupati sono il 2,4% (stessa fascia d'età). In Germania il 3,8%, in Francia il 7,8, in Spagna, il 14%. Da noi, con pochissimi laureati, il 18,9% non lavora. [dati Istat 2005]. C'è qualcosa che non va.
Dopodiché, molti si laureano probabilmente nelle materie sbagliate. Io credo, è vero, che si debba seguire la propria vocazione. Se c'è, se è forte, si può perseguire anche il mestiere più difficile del mondo. Chi vuol fare l'astronauta a tutti i costi, ed è disposto a sacrifici enormi, è bene che ci provi. Male che vada, lavorerà lo stesso all'ente spaziale, o finirà nell'aeronautica militare. Ma...chi non sa bene cosa vuole, è meglio che si iscriva in una facoltà che garantisce un certo lavoro, non a lettere o scienze della comunicazione!
Spulciate la ricerca che fa ogni anno il Sistema Excelsior, consultando le imprese italiane. Cosa cercano? Al primo posto ci sono tecnici di amministrazione e contabilità, poi agenti di vendita e rappresentanti di commercio, disegnatori tecnici e progettisti, tecnici dei progressi, programmazione e qualità, tecnici di ingegneria meccanica, tecnici di ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, ingegneri meccanici, ingegneri civili, tecnici di scienze chimiche e fisiche.
E le lauree più ricercate? Ai primi posti ci sono quelle a indirizzo economico, ingegneria, l'indirizzo sanitario e paramedico, indirizzo chimico e farmaceutico, poi le altre.
Poi, se proprio vogliamo esagerare, scopriamo che ci sono dei mestieri “introvabili”. Excelsior sono anni che li battezza così: sono lavori che fanno disperare i direttori del personale, perché difficili da reperire.
E' vero che negli anni sono diminuiti. Comunque, chi non ha la vocazione della laurea, si può dedicare a un bel mestiere specialistico, e se è bravo non avrà problemi di disoccupazione. Gli introvabili vanno dagli esperti legali agli ingegneri meccanici, dagli infermieri agli operatori di apparecchiature mediche.
In precedenti ricerche Excelsior venivano nominati come introvabili anche falegnami, sarti, parrucchieri, idraulici, ma capisco che non tutti hanno la vocazione.

12 commenti:

Mr. Turbo ha detto...

"Gli introvabili vanno dagli esperti legali agli ingegneri meccanici, dagli infermieri agli operatori di apparecchiature mediche."

Ingegneri meccanici introvabili?!
Ma vogliamo scherzare.
Se adesso esco in piazza ne trovo almeno un centianio disoccupati.

Ho tantissimi amici che hanno quella laurea, alcuni anche con 110 e lode,ma sono tutti disoccupati o arrancano con mestieri tutt'altro che da ingegnere.

Ma vogliamo scherzare?!?

angela padrone ha detto...

perché non gli dici di raccontare qui le loro esperienze? magari potrei chiedere a qualche esperto di commentarle, o di dare dei consigli personalizzati...

Mr. Turbo ha detto...

Ma ne abbiamo parlato mille volte sul mio blog.
Tutto quello che si legge sulle statistiche o sui giornali o in telvisione riguardo agli ingengeri è tutto falso. Non corrisponde assolutamente a quello che succede in Italia.

Gli ingegneri vanno all'estero per poter lavorare, altro che figure introvabili. Qui in Italia non sanno cosa farsene degli ingegneri.

E non è neppure possibile che gli ingegneri meccanici siano cosi tanto ricercati come dici tu mentre gli altri sono disoccupati.
Le ingegnerie sono tutte uguali, la maggior parte degli esami sono comuni, le differenze tra un indirizzo e un altro sono minime ed è una tristezza sentire ancora queste cose.
Io stesso che sono laureato in ingegneria elettronica, ho fatto comunque gli esami di scienze delle costruzioni, meccanica applicata alle macchine, macchine, fisica tecnica, economia dei sistemi industiali ecc le differenze sono minime e risiedono in una manciata di esami!!
Se le aziende cercassero davvero disperatamente ingegneri meccanici potrebbero riconvertire senza fatica i tanti ingegneri elettronici/elettrici/chimici ecc che invece sono disoccupati.

In realtà, il tessuto industriale italiano, formato per lo più da pmi non ha assolutamente bisogno di queste figure.
Sono i politici che si inventano questa necessità perchè vogliono mettersi in competizione con le altre nazioni, esattamente come dei bambini, per far vedere che l'Italia non ha meno laureati degli altri.
Non si rendono conto che più ragazzi facciamo laureae e più ragazzi dovranno andare a lavorare a l'estero.......... perchè qui semplicemente non servono.

Mr. Turbo ha detto...

Invito tutti a leggere questo:
le-imprese-cercano-analfabeti

L'Ingegnere pentito ha detto...

Ciao,

sono abbastanza d'accordo con questo blog. Manca un pò un servizio d'orientamento preuniversitario serio, che filtri chi non ha reali motivazioni (infermiere con la paura dell'ago della siringa..etc).

Sugli ingegneri meccanici effettivamente è strano: certamente sono i più richiesti..ma sono anche i più numerosi assieme agli elettronici. La grande richiesta di ingegneri meccanici c'è perchè spesso essendo abbastanza intermedi, sono più flessibili ad adattarsi a più mansioni. Es: responsabile della produzione, progettista..e bada ben..sono anche tra quelli che sanno usare meglio programmi di disegno, per cui spesso fanno i semplici disegnatori, mestiere che una volta veniva svolto da periti.
Poi in molte piccole aziende dove i proprietari sono fermi ai tempi dell'ing. elettromeccanica, il meccanico è quello di cui più sanno cosa sa fare. Prova a chiedere a molti capi di piccole aziende la differenza tra ingegneri elettrici e elettronici..spesso non la sanno..e spesso vedo annunci Cerco Ing. Elettrico/Elettronico..

Anonimo ha detto...

Onestamente non penso che un laureato in ingegneria meccanica sia favorito rispetto ad un quindicenne nel cominciare a lavorare come tornitore/fresatore. In più ha il cervello, la capacità di impegnarsi, in meno ha le aspirazioni di stipendio e magari la manualità ( tra l'altro, non so se lo sapete, ma vorrei sfatare il mito dell'operaio specializzato tornitore/fresatore o cablatore/saldatore che prende 2000 euro al mese, son tutte bugie.
1300 se è bravo, sopporta lo stress da controllo del padrone, e ha 10 anni di esperienza e di anzianità, stiamo parlando di metalmeccanici ;-) - solo chi si mette in proprio guadagna, e va avanti ad evasione )
A questo punto è meglio andare a lavorare all'Ipercoop o all'Esselunga - 1050/1100 al mese con 13° e 14° appena assunti per 38 ore alla settimana con straordinari maggiorati fino al 35% per la coop.

L'ingegnere deve far l'ingegnere, cioè applicare teorie, fare sperimentazione.

Anonimo ha detto...

Sul mio post precedente: so ad esempio che sono in tanti gli ing. meccanici che cercano nelle officine come programmatori di macchine utensili ( lavoro da artigiano secondo me ).
Questo era un avvertimento. Io che ho progettato antenne non mi metto a fare l'antennista per Sky o il commerciale per una società di distribuzione di ricevitori satellitari ( se gli ingegneri sono richiesti per questo, tanto vale andare a lavorare finite le superiori ).


++++++++++

Sulla conversione degli ingegneri: alle imprese non conviene, solo pochi servono ed applicano quanto hanno studiato, gli altri vengono sottoimpiegati e svolgono mansioni che può fare anche un perito o un diplomato al liceo con esperienza nel campo.
Poi non è minima la differenza tra un ingegneria e l'altra, tra elettronica e telecomunicazioni ci sono almeno 4 esami fondamentali di differenza e una volta erano un corso di laurea unico. Tra biomedica ed elettronica ci sono 10 esami di differenza, tra meccanica e telecomunicazioni 12-13, cioè togliamo i primi 2 anni che sono quasi uguali per tutti, tutto il resto è profondamente diverso.
Soprattutto anche io ho dato l'esame di scienza delle costruzioni ( era obbligatorio o al più potevo scegliere fisica tecnica o meccanica applicata alle macchine ), ma non per questo posso essere convertito a ing. civile agevolmente.

Mr. Turbo ha detto...

Parli come uno che ha la verità in tasca.
Ma almeno tu l'hai mai fatta l'ingegneria?!
E poi si può sapere perchè ti firmi come anonimo?! Mi spieghi che senso ha discutere con una persona che nn si identifica?! A porole potresti essere anche un pornostar con 20 lauree e un Master preso sulla luna.. è facile cosi.

Anonimo ha detto...

"un pornostar con 20 lauree e un Master preso sulla luna". Ahahahah!!! Rido per non piangere, dopo aver letto questo articolo. So che non tutti sono d'accordo, ma se queste sono le prospettive del mercato del lavoro italiano, allora andatevene tutti in Europa senza pensarci su due volte.
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Mr. Turbo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mr. Turbo ha detto...

Meglio darsi al gioco ;-)

zerocool ha detto...

Ciao a tutti, ho dato un'occhiata veloce ai commenti.

Vorrei far notare che le ingegnerie non sono tutte uguali come dice Mr. Turbo. E' vero che alcuni esami sono comuni, ma va considerato che, a parte i primi 2 anni (come dice Anonimo) in cui si ha un'istruzione di base dell'ingengeria, gli altri anni, specialmente nella laurea specialistica, servono a formare ingegneri qualificati nel ramo di appartenenza. Inoltre gli esami simili, spesso vengono affrontati diversamente a seconda della specializzazione.
Io sono ingengere meccanico (quasi mi mancano 2 esami per terminare la specialistica), ho 23 anni e ho sempre sognato il mito delle moto; non ho mai smesso di crederci e ho passato molto tempo ad approfondire gli argomenti motoclistici (come attività extra universitaria); il risultato è che ora lavoro in una piccola ma vulcanica casa motociclistica.

Quello che è richiesto ad un ingegnere è, oltre alle capacità tecniche, anche la versatilità. In Italia la maggior parte sono piccole-medie imprese che non possono permettersi di assumere 20 ingegneri ultra specializzati, ma possono permettersi pochi ingengeri (2-3) che sappiano districarsi un po' in tutti i campi. Spesso l'arte di arrangiarsi è il valore aggiunto della singola persona, e ques'arte non appartiene a nessun esame universitario ma si acquisisce solo con la passione per gli "hobby".

P.S: nella zona di Brescia un'ingengere meccanico neolaureato in media viene assunto entro i primi 2 mesi dalla laurea, questo mi sembra che rispecchi quanto dice l'articolo "Laureati, almeno salvatevi l'anima".

Alla Prossima

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