sabato 14 aprile 2007

"MI SERVE UN LAVORO, ANCHE IL PIU' SCHIFOSO" DISSE IL RE DELLE TELECOMUNICAZIONI


A chi cerca un lavoro, o arranca ai primi gradini della sua carriera, con uno stipendio che non arriva ai famigerati mille euro, potrebbe non interessare il ritratto del boss di At&t, letto oggi sul Foglio. Forse non siete intrigati dal caso Telecom, dalla finanza, dalle acquisizioni di aziende, dai giri vorticosi di miliardi, dai dilemmi della "governance" e neanche dalle vicende di Tronchetti Provera. Quindi potreste aver saltato l'articolo di Ugo Bertone, dal titolo "Il Tex winner". Eppure, a partire dalla fine della penultima colonna della pagina, anche per gli aspiranti o delusi milleuristi c'è qualcosa di utile sugli inizi di questo ex ragazzo, figlio di un dipendente delle ferrovie:
"Nel 1963 , un anno prima del diploma alla Texas Tech University (...) Ed Whitacre era entrato per una sostituzione estiva alla Sothwestern Bell di Dallas. Il contratto finiva ad ottobre, ma Big Ed ("sembrava uno zuccone - confessa un suo compagno di scuola a Business Week - non avrei scommesso un dollaro sulla sua carriera) implorò in ogni modo la società perché lo tenessero, a qualsiasi condizione. "Mi serve un lavoro - si limitò a dire - anche il più schifoso". Furono di parola. Lo mandarono a Lubbock, terra di mandrie e di vecchi pali del telegrafo, a fare il lavoro più umile, a contare i cavi del telefono".
In quegli anni trovare un lavoro molto meno umile, per un laureato o anche per quasi laureato, non era di solito tanto difficile. Neanche in Italia. Eppure...
Quanto poi mr. Whitacre possa migliorare il destino di telecom, dei telefoni italiani e dei nostri collegamenti internet...è completamente un altro discorso, aperto a più di un dubbio: i più critici possono leggere qui.

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