mercoledì 5 settembre 2007

GUARDIAMO COSA SUCCEDE IN FRANCIA, STANNO PEGGIO DI NOI


Vorrei partire da quello che scrive Pier, mio lettore che saluto e ringrazio caldamente, nel suo commento al precedente post. Concorda sul fatto che un mercato del lavoro più flessibile dà comunque "qualcosa" (mentre in passato era facile incontrare il "nulla"), ma giustamente si lamenta perché ha l'impressione che i suoi stage si susseguano senza che ne nasca né vera formazione né passi avanti verso una maggiore competenza sul lavoro. Questo è un problema di cui si sente parlare molto, però i casi andrebbero analizzati uno per uno.
In linea generale, uno stagista che sa fare poco e che impara poco ad un'azienda non serve (o serve molto poco, ammesso che gli faccia fare che so, le fotocopie - ma ormai se le fanno da soli anche i capi). Uno stagista bravo e che impara molto invece gli serve parecchio e l'azienda avrebbe tutto l'interesse di tenerselo. Tra questi due estremi, ovviamente, c'è l'esperienza quotidiana e più varia delle aziende e dei giovani, che si lamentano per motivi opposti gli uni degli altri. Purtroppo la capacità di un sistema di offrire, come si dice ora, "occupabilità", dipende da molti fattori: il sistema di istruzione e formazione, i collegamenti tra scuola e mondo del lavoro, la rigidità del sistema economico e del lavoro.
Su quest'ultimo punto vi segnalo un articolo interessante di un collaboratore della voce.info sulla situazione in Francia. A volte studiare gli altri aiuta a capire meglio se stessi. Intanto, va detto che l'autore dell'articolo, Olivier Blanchard, è un economista francese che ha studiato e lavorato in prestigiose università degli Stati Uniti. Dichiara di aver sempre votato per i socialisti, ma stavolta ha puntato su Sarkozy. E uno dei motivi per cui lo ha preferito alla candidata Segoléne Royal, è appunto la dichiarata volontà di Sarkozy di riformare il mercato del lavoro.
La Francia ha, per certi versi, gli stessi problemi dell'Italia. Uno dei problemi più gravi è la disoccupazione e la sottocupazione di molti giovani. Ora, i giovani francesi hanno rifiutato un paio di anni fa il contratto di primo impiego (foto di una manifestazione in Francia), e ne sono molto orgogliosi, ma questo non ha fatto altro che aumentare la rigidità del mercato e il rischio di disoccupazione. Anche in Francia, come in Italia, c'è una forte frattura tra chi è super-protetto con il contratto a tempo indeterminato e chi lo è poco, con il contratto a termine. Blanchard propone il contratto unico, con un'indennità crescente a seconda dell'anzianità del lavoratore che venga licenziato. E propone di rendere più facili i licenziamenti per tutti. Sarkozy sembra avviato proprio su questa strada. Vedremo se riuscirà a realizzare qualcosa. Leggete comunque tutto l'articolo di Blanchard, ha anche altri aspetti e proposte molto interessanti.

1 commento:

BlogLavoro ha detto...

Ottima segnalazione, ti ringrazio, vado a leggermi l'articolo di Blanchard. Anche se... conoscendo concretamente le due realtà, temo purtroppo che l'Italia sia arrivata al peggio con buon margine di distacco sulla Francia...

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