martedì 25 settembre 2007

TEST TRUCCATI, COLPO BASSO O COLPO DI GRAZIA?


La vignetta di Arnald è bella e amara. Io credo che nella vita conti l'impegno e la competenza sono veramente triste per quello che si è scoperto in alcuni casi sui test di ammissione all'università. Magari la maggior parte saranno stati corretti, ma scorrettezze ed errori rischiano di macchiare tutto. Così si dà ragione a chi è scettico, sfiduciato e magari cerca di combattere a colpi di imbrogli. L'università italiana è in bilico tra ricerca di un nuovo rilancio e la paura dell'affossamento, sia nel confronto con il privato che nel confronto internazionale. Sappiamo che ci sono dei casi di eccellenza, purtroppo sono spesso oscurati da queste vicende avvilenti.

2 commenti:

Ladypiterpan ha detto...

Bellissima vignetta, peccato che, anche per quest'anno, il voto finale di diploma di maturità non avesse nessun valore!! Strano, no? Nessun valore dato per l'impegno svolto nei 5 anni di studio!! Alla faccia della meritocrazia!
Già questo suona strano, secondo me. E poi, se i figli sono "stimolati" dai genitori ad imbrogliare (molti genitori si sono presentati alle prove per poter aiutare i figli...), cosa ci possiamo aspettare dalle nuove generazioni?
Non ci resta che sperare... proprio nei giovani stessi che hanno voglia di lottare per cambiare le cose, perchè se aspettiamo nel cambio culturale dei genitori...
Anna

Arnald ha detto...

Intanto grazie ad Angela per aver pubblicato la mia vignetta. Poi vorrei dire due parole sulla questione meritocrazia. Che fosse una cosa smarrita anche a livello di "regole d'esame" ormai è una storia vecchia.
Io mi sono diplomato nel '94. Ero uno di quello che si diceva sarebbe dovuto uscire con 35,due figure e un calcio in culo. Si ragionava ancora per 36/60 per intenderci. L'ultimo anno di scuola per me è stato invece un momento di crescita in due o tre materie. Morale della favola, sono uscito con 46 perché ho fatto davvero un buon esame. E' vero che 5 anni di inattività hanno pesato sul voto finale, ma è anche vero che è stata premiata la mia crescita. L'anno successivo le commissioni d'esame divennero tutte interne. Immaginate da soli cosa è successo vero? Se fosse toccato a me sarei uscito con 36, e sarebbero andati meglio altri che magari hanno studiato con regolarità ma che hanno steccato l'esame. Quello però che intendo dire è che l'atteggiamento degli insegnanti (che in quanto persone possono anche sbagliare), spesso e volentieri penalizza chi inizialmente non ha voglia di fare. La storia del cocco o dei cocchi di classe non è una bugia. E' tutto vero. Sono alunni che vivono di rendita facendo spesso cose mediocri prendendo comunque buoni voti. Poi, quando arrivi all'università e non c'è più l'aluccia protretricce della maetrina, si fanno i conti veri. Non vi nascondo che molti dei bravi per antonomasia sono finiti per restare dei diplomati. molte mezze seghe come me si sono laureati con 110 e lode. E allora, se dobbiamo parlare di meritocrazia, parlerei anche di chi sopravvive alla nomea che un anno sbagliato, un carattere chiuso o troppo esagitato può provocare nella carriera scolastica di una persona, a partire dall'autostima.
Per questo non credo nel numero chiuso. Molti ragazzi nemmeno provano a superare il test universitario, altri pagherebbero volentieri perché non credono in se stessi. Il mio primo giorno di università la prof. che ci ha accolti disse: "Qui si viene solo per uscire con 110 e lode".
Immaginate me che nonostante il 46 mi sentivo da 35 due figure e un calcio in culo. Mi sentivo perso. La differenza però è che non avevo prof che mi amavano come studente (non ancora) e sopra ogni cosa non c'erano quelli che ti segano le gambe e l'amor proprio solo per una loro stupida convinzione.
Io credo che il marcio dell'università (e del nostro paese) inizi molto presto. Si forma sui banchi di scuola quando sei alle medie e l'impatto con le strutture pubbliche ti fa rabbrividire. Si forma nel gap sempre più ampio che c'è tra insegnanti convinti che un mouse sia un topo inglese e studenti lontani milioni di anni luce da tanto vecchiume intellettuale. SI possono insegnare cose pallose e farle diventare belle. Tutti lo sappiamo, ma preferiamo nasconderci spesso dietro alle colpe (quali poi) delle nuove generazioni.
Come dice Ladypeterpan, anche nel piccolo stiamo deresponsabilizzando i ragazzi. E dal momento che sentono dapertutto che il lavoro non c'è e che il sistema ti sfrutta, col cavolo che provano a farsi un po' di gavetta.
Insomma è un discorso molto complesso. Scusate lo sfogo casinista. Anzi da 35, due figure e un calcio in culo. - Arnald

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