venerdì 14 dicembre 2007

ITALIANI DEPRESSI? IN PANCHINA VACCI TU







L'Italia è un paese triste e depresso, scrive Ian Fisher sul New York Times. E' vero. Inutile la difesa d'ufficio di Napolitano. Basta guardarsi intorno per la strada, si vedono certi musi lunghi... per non parlare delle cifre: crescita quasi zero, crescita della produttività zero, giovani al potere sotto zero, donne al potere idem, investimenti su scuola, ricerca e sviluppo, pochissimi. I ragazzi cominciano a parlare della loro paura del precariato prima ancora di aver finito la scuola, e invece di sognare di cambiare il mondo, sognano le vacanze organizzate e la pensione (su questo hanno ragione: se la sognano, la pensione, ma anche un po' per colpa loro). In Precari e contenti" ho scritto: "Ascoltandoli si ricava la convinzione che la depressione sia una malattia socialmente trasmissibile, che viviamo in un paese dove il bicchiere viene visto sempre mezzo vuoto e dove, di fronte alle difficoltà, invece di tirare fuori l'orgoglio i giovani depongono le armi. Oppure sono preda di una rabbia incontrollabile, cieca, impotente, dalla quale non riesce a emergere nessuna forza propositiva, solo nichilismo" (Come chiamate il vaffa..day di Grillo?!)
Partendo da questo spunto siamo tornati a parlare di giovani, lavoro, donne e politica alla trasmissione "In panchina vacci tu" di Radio Radicale, con Francesco Delzio, Giuliano Gennaio, Michel Martone, Federico Mello. Conduceva Valeria Manieri. La trasmissione dura un'ora ma il gruppo è vivace e ben assortito, io credo che sia interessante.
A parte ciò, tornando sulla depressione, è di oggi la notizia di un ricercatore che ha fatto importanti ricerche nella cura contro i tumori e che però ha deciso di lasciare l'Italia per disperazione: si chiama Antonio Porro, 28 anni e se ne va in Svizzera. E' di oggi anche il richiamo della Banca centrale europea: con la Finanziaria 2008 l'Italia ha mostrato scarsa ambizione, il risanamento dei conti non procede. Già. E quel debito pubblico, tra le altre cose, pesa come un macigno sulle spalle degli italiani, ma soprattutto sulle spalle dei giovani e delle donne: perché per quel macigno non si possono fare più asili nido, sussidi alla disoccupazione, assistenza agli anziani, tutto ciò che libererebbe energie vitali per il nostro Paese. Perché è chiaro: non è che siamo tutti depressi! Se ascoltate la trasmissione a Radio Radicale vi rendete conto che ci siamo divertiti un sacco a incontrarci e a discutere (La Compagnia si è data appuntamento di nuovo a Radio Radicale la settimana prossima). Ma restano casi individuali. Collettivamente, l'Italia fa acqua da tutte le parti.
Forse è ora veramente di fare ricorso a risorse nuove, e non parlo di soldi, ma di idee.

2 commenti:

Ladypiterpan ha detto...

Beh Angela,

la depressione è,veramente ovunque, basta farsi un giro in città e vedere gli addobbi natalizi. Sono così striminziti...
Se andiamo di questo passo, faremo allegri solo le aziende farmaceutiche che producono gli antidepressivi. Sappi che gli italiani che già gli utilizzano sono dodici milioni... Siamo sulla buona strada, quindi...
Anna

Ladypiterpan ha detto...

Visto che ho parlato di depressione, facciamocela passare con questo video:
http://
www.teladuepuntozero.com/2007/12/il-mondo-in-miniatura.html

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