giovedì 19 luglio 2007

LE DONNE LAVORANO TROPPO, E GUADAGNANO POCO




Sappiamo com'é in Italia: lei accompagna i bambini a scuola, lavora in ufficio come da contratto, fa la spesa, torna a casa, sistema, cucina, spesso lava e stira, e magari assiste un genitore non autosufficiente. Il dato medio è di 16 ore di lavoro in casa a settimana. I loro compagni maschi invece lavorano in casa, mediamente, appena due ore alla settimana. Complimenti all'Italia. Il Commissario Europeo per l'occupazione, Vladimir Spidla, però, si è appellato a tutti gli europei: contribuite di più ai lavori domestici. Non ha fatto discriminazioni, ma va detto che più pigri dei maschi italiani, secondo la ricerca di Bruxelles, sono solo turchi e croati.

In tutta l'Europa comunque le donne lavorano (in modo retribuito) meno degli uomini, anche se il 60% di loro è diplomata e il numero delle laureate che entra nel mercato del lavoro è superiore alla percentuale dei maschi. Gli stipendi delle donne sono mediamente più bassi di quelli degli uomini europei del 15%., e quando si arriva alla pensione le donne rischiano più degli uomini di finire povere (sono in questa condizione il 20 per cento delle pensionate, contro il 20% degli uomini). La Commissione europea definisce in sintesi "inaccettabile" questo divario di condizione sul mercato del lavoro.
Senza parole.

3 commenti:

Tommaso il Cinico ha detto...

Cara Angela, la giudicavo più di larghe vedute, assai lontana da questi vetero luoghi comuni che ci provengono da un passato remoto!
Le donne lavorano di più e sono retribuite di meno nel mondo del lavoro? Suvvia, inchiniamoci alle leggi del Mercato, diamo a Cesare ciò che è di Cesare....ci sarà un motivo se la tendenza del Mercato, il giudice supremo ci consegna questi dati, o no?
Perchè fermarci ad analizzare questi dati il cui consolidamento è secolare?
Il mondo del lavoro e la società vanno avanti, hanno bisogno di flessibilità , di adattamento, di persone che accettino la loro condizione sociale e lavorativa e che interpretino la figura a loro assegnata, senza perdere tempo prezioso.....o forse pensa che l'UGUALIANZA, LA PARITA',IL RICONOSCIMENTO SOCIALE possano essere dettati da una LEGGE?
Suvvia.....

Precario a vita? ha detto...

Non poteva essere diversamente in un paese in cui molte volte a dettare la politica di destra e sinistra è il Papa, e come si sa tutto si può dire tranne che la Chiesa sia di larghe vedute.

Il Capitalismo, la Globalizzazione, non fanno altro che accentuare questo fenomeno.

Sulla pigrizia dei maschietti, boh, ad essere sincero tutti quelli che conosco si prodigano quanto le loro mogliettine nei lavori domestici. Forse sono particolarmente fortunato nelle conoscenze.

La flessibilità che i nostri imprenditori ci chiedono credo vada abbastanza contro al desiderio legittimo di parità e uguaglianza.

Giovanni ha detto...

http://balloatrepassi.wordpress.com/2007/07/19/pratibha-patil-anche-lei-rappresenta-le-donne-oggi/

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