sabato 20 ottobre 2007

RIFORMISTI UNITI NELLA LOTTA...O NO?







Una giornata dedicata al lavoro dei giovani, ma di giovani se ne sono visti pochi. In compenso si sono viste e sentite cose degne di una commedia di Shakespeare: peccato che i protagonisti facciano finta di non rendersene conto.

Cominciamo dal pomeriggio: come previsto, un sacco di gente ha sfilato per Roma per dire "basta alla precarietà". Non poteva accadere niente di diverso: è come quando si chiede a qualcuno se preferisce il tempo bello o il tempo brutto, la povertà alla ricchezza: ovvio che la precarietà, nel suo senso peggiore, non piaccia. Ma come affrontarla? In piazza il tema è di difficile analisi. Il diritto del lavoro, l'innovazione nel mercato, ecc, si prestano poco alla soluzione tramite slogan.

Invece, la mattina, se ne è parlato approfonditamente, con esperti e politici, sia di destra che di sinistra al convegno "Dare valore al lavoro". E tutti sono arrivati alla conclusione che per combattere il senso di precarietà bisognerebbe assolutamente completare la legge Biagi, lasciata a metà, con ammortizzatori sociali (che significa sussidi e formazione), investimenti, innovazione, e poi affrontare alcuni nodi che riducano la dualità del mercato del lavoro. Insomma, riforme che modernizzino un mercato asfittico, quello che Biagi per primo definiva "il peggior mercato del lavoro d'Europa".
Purtroppo, mi dicono che alla manifestazione di Roma c'erano tutte persone di una certa età, quindi lavoratori e forse perfino pensionati, mobilitati evidentemente dalle organizzazioni tradizionali della sinistra. Il problema del lavoro e della flessibilità, invece, ricade quasi tutta sui giovani.
Anche al convegno di stamattina al Capranica di Roma l'età media era molto alta e c'erano pochissime donne (meno male che una mia amica ha portato la figlia di due anni: ha abbassato la media!). Purtroppo gli interessati, quindi, non erano nel pubblico.
A un certo punto, mentre sul palco si analizzavano le leggi del lavoro, si è materializzato un gruppetto con uno striscione che diceva: "Siamo così giovani che non possiamo aspettare", slogan carino ma dal significato oscuro. L'aspetto surreale era che questi ragazzi, che si professavano di Rifondazione Comunista, e che sono stati espulsi dalla sala in quattro e quattr'otto, rappresentavano (oggettivamente) una componente di governo, lo stesso governo che ha approvato il pacchetto del welfare, che loro criticavano. Viceversa, in sala, il pacchetto welfare veniva difeso da rappresentanti dell'opposizione che, a loro volta, si trovavano meravigliosamente d'accordo, con altri esponenti di quello stesso governo. Insomma, una commedia degli equivoci.
In sala c'era Gianni De Michelis, ex ministro socialista di grande intelligenza politica (anche se si è sempre attirato molte critiche) che diceva caustico: "Ma se i riformisti di destra e di sinistra si ritrovano d'accordo, perché allora non governano insieme? Che ipocrisia è questa?". L'amara conclusione di molti in sala era che, purtroppo, il riformismo in Italia non ha mai avuto molto successo . Da noi hanno sempre prevalso le ideologie più "forti" anche se, secondo me, meno ancorate alla realtà. Agli italiani piace così.

Eppure sarebbe stato bello se la giornata di oggi avesse potuto segnare l'inizio di un dialogo sulla legge Biagi tra chi la contesta e chi la difende. In fondo oso sostenere (vedi "Legge Biagi, l'ora del dialogo" sul Messaggero)che sembrano volere entrambi la stessa cosa: il benessere dei lavoratori e dell'economia di questo zoppicante paese. O no?

12 commenti:

Massimo ha detto...

Credo ti abbiano riferito male. A Roma c'erano molti giovani. Ed anche molti cinquantenni, genitori di famiglia, scesi in piazza per difendere i propri figli precari...

arnald ha detto...

Non è vero, Massimo. Non mi trovi d'accordo. Io sono stato alla manifestazione a lungo e dovendo dare i biglietti del mio blog l'ho girata in lungo e in largo. C'erano i soliti noti dei partiti con qualche gruppetto sparso dei centri sociali. C'erano un sacco, ma davvero tanti anziani, al punto che mia madre, quasi 70enne e che, essendo fuori di testa, mi ha accompagnato, mi ha detto di sentirsi quasi una ragazzetta. Di ragazzi ce ne erano a gruppettini di 3 o 4, sparsi e tutti con l'aria di chi ha trovato un modo per ammazzare il tempo. Un gran numero di giovani erano immigrati che seguivano un grosso camion che rivendicava sicurezza ed emersione per i lavoratori in nero immmigrati. Per il resto davvero poco. E te lo dice uno che di manifestazioni oceaniche ne ha viste e vissute. Lungi da me l'idea che sia andata male. Un milione di persone sono pur sempre un milione di persone. Tuttavia mancava secondo me una parte fondamentale, la coesione. Dico, ma l'esperienza V day cosa ci ha insegnato allora? Sai, Massimo, quanti erano i giovani lì? Invece ieri, solita logica di partito, soliti slogan, solita manfrina. E basta! - Arnald

p.s.: Angela. Tanto indietro non si torna. Dobbiamo marciare verso gli ammortizzatori sociali e verso un sistema del lavoro che crei ricchezza, non stronzate (scusa il termine).

angela padrone ha detto...

Arnald, sono d'accordo! Molto d'accordo, purtroppo come sai la mia battaglia sullo scalone era per questo...ma la verità è che di voi giovani se ne fregano tutti. Anzi, attaccare la legge Biagi è il solito modo di prendervi per i fondelli. Ma perché non organizzate un corteo per chiedere che uno, uno solo , degli istituti della legge rimasti inapplicati, venga realizzato. Dal punto di vista della comunciazione sarebbe perfetto. Invece no: abolire il precariato...quando tutti sanno che non basta dirlo! Vi manca solo qualche provocatore vero che al governo decidesse di abolirla sul serio, la legge Biagi...via, abolito il precariato: tutti in nero o disoccupati, fino a che l'economia italiana non comincia a crescere del 2-3% l'anno (un sogno).
Certe volte mi viene uno scoramento

Massimo ha detto...

Io continuo a ripeterlo. Dobbiamo fare come i francesi in occasione del Cpe. Non dico di arrivare alla violenza, perchè ciò è sbagliato. Ma almeno di rimanere in piazza, davanti le sedi opportune per molti giorni. I ragazzi dicono: "E poi chi ci va a lavorare? Se salto un solo giorno non mi rinnovano il contratto". Hanno pur ragione. E allora, cosa vogliamo fare? O subiamo, o ci incazziamo o ce ne andiamo.
PS: io ho visto molti ragazzi di 30 anni ieri...

emanuele ha detto...

io a quelli che sostengono il precariato li farei lavorere un 5/6 anni a contratto da precari così capiscono sulla loro pelle che cosa vuol dire.
Ci sono giovani che scielgono personalmente di lavorare in nero perchè così guadagnano di più e magari riescono anche a prendere il sussidio di disoccupazione.
Invece di fare libri inutili si legga ciò che scrive il premio nobel per l'economia Stiglitz.
Cambi lavoro!!!

Ladypiterpan ha detto...

Cara Angela,
magari si riuscisse ad organizzarsi come dici te! Sarebbe molto più utile e costruttivo. Il punto è che siamo sempre tutti bravi a lamentarci a destra e sinistra e parlare male di questo e di quello...
Nessuno però si espone in prima persona, tanto ci penserà qualcun altro, ... forse. Intanto il tempo passa e il mondo dimentica....
Anna

Ladypiterpan ha detto...

Per emanuele:
mi sa che sei tu che ti devi leggere "bene" il libro di Angela Padrone.
Forse la tua rabbia inespressa la dovresti usare per informarti meglio, partendo subito dal concetto di differenza tra precarietà e flessibilità...
Chi parla male della Legge Biagi probabilmente non l'ha manco letta, tanto meno applicata!
Questa, come dice M.Tiraboschi, è un'operazione di marketing politico in cui, noi giovani, ci siamo cascati in pieno!
Anna

arnald ha detto...

Sono d'accordo con Anna. Io e Angela non abbiamo le stesse idee, ma bisogna ammettere che negli altri paesi la flessibilità si vive anche senza preoccupazioni, perché ci sono gli armotizzatori sociali. Noi invece, o meglio i nostri genitori si sono mangiati tutto, e con loro questa classe politica. Non servirebbe tornare al tempo indeterminato, se non a far dilagare il lavoro nero. Su una cosa sono molto d'accordo con massimo. Dobbiamo lottare, ma non solo per ottenere cambi della legge, quanto per trasformare la mentalità furbetta e superficiale di questo paese. Sarò idealista, ma non lo sono anche tutti quelli che vorrebbero tornare indietro? E per cosa? Per ricominciare a dare mazzette, voti e il culo ai soliti noti? - Arnald

Massimo ha detto...

Esatto. Ripeto da sempre. Bastano pochi ammortizzatori sociali. Ci vuole tanto. Mi si faccia un co.pro., ma con la GARANZIA che, una volta non rinnovato, io ho un'indennità pari a un tot di mesi del mio stipendio, che mi consenta di sopravvivere. O ho un aiuto a trovare un nuovo lavoro. Ripeto, la legge Biagi non è tutta da buttare. Il libro bianco era un'altra cosa. La domanda che mi pongo è questa: perchè non si fa nulla per migliorarla? Perchè si continua con stupidi emendamenti come la regola dei 36 mesi? TUTTO INUTILE. L'allenaza Epifani-Montezemolo è scandalosa! Come si è arrivati a tanto?

arnald ha detto...

M te lo spiego io perché non si arriva a una soluzione. Finché ci faremo trattare come merce di scambio in politica, faranno di noi quello che vogliono. Vai a leggerti il mio blog. C'è una differenza enorme tra la piazza di Grillo e quella dei partiti. E finché non ti (vi) entra in testa questo, continuerete a sostenere una classe politica come questa. Scusa, ma fai l'analisi di un anno di governo. Anzi, bastane tre cose: confitto d'interesse, legge biagi, pacs, testamento biologico, base di vicenza. Chi ci metti ci metti, quando si arriva al governo di questo paese, comincia il tira e molla per lasciare tutto com'è, fingendo di averlo cambiato. - Arnald

Tommaso il cinico ha detto...

Caro Arnald, forse hai sbagliato manifestazione, ma anch'io ero presente e i giovani erano ben presenti....cmq, non era su questo che volevo polemizzare, quanto sul tema di com'è facile storpiare la verità, dare un'immagine distorta di una situazione reale di profondo disagio e malessere sociale...voi giornalisti siete ormai dei veri professionisti della menzogna (senza offesa!) con il risultato che descrivete un Paese che non esiste....ma i risultati "veri" (economici e sociali) sono sotto gli occhi (e sulle spalle) di tutti.
Vi saluto con la speranza che tutti gli ospiti del Capranica trovino presto una splendita OCCUPAZIONE PRECARIA, che li sollevi dai loro attuali incarichi e li faccia entrare nello stupendo mondo che ci state affibbiando.

Buona giornata

RH77 ha detto...

Alla manifestazione del 20 ottobre (a cui ho partecipato insieme a tanti amici) c'erano molti giovani... D'altronde basta farsi un giro su flickr per vederlo direttamente, nonostante quello che qualcuno voglia far credere...

Google