lunedì 12 maggio 2008

QUOZIENTE FAMILIARE :-(


I numeri fanno girare la testa? A qualcuno può darsi. Ma quando ci si entra dentro e se ne capisce il senso diventano più eloquenti di tanti discorsi. Vorrei richiamare qui i conti elaborati dal Sole24 Ore sull’applicazione di un ipotetico quoziente familiare, che a quanto pare è nel programma del governo. L'articolo è di Tonino Morina e Marco Peruzzi (ma per ora non c'è un link, mi dispiace. Quello che però conta è la tabella).
Attenzione però: nel programma del governo c’è anche l’incentivazione e l’agevolazione del lavoro delle donne, e non potrebbe essere altrimenti perché questo è uno degli obiettivi dell’Europa, sanciti nell’accordo di Lisbona. L’Italia, lo abbiamo ricordato altre volte, è il paese europeo con il più basso tasso di occupazione delle donne (a parte Malta). Ci batte la Spagna (e questo ormai è scontato) e ci batte anche la Grecia. Gli economisti hanno calcolato che un aumento del lavoro delle donne farebbe automaticamente aumentare il Pil dell’Italia, quindi nessun economista, nessun governo può dire diversamente.
Però le due cose sono in contraddizione. Nonostante l’affermazione di voler favorire il lavoro delle donne, l’applicazione di un quoziente familiare sul l’Irpef va nella direzione opposta: scoraggia il lavoro delle donne.
La tabella sul Sole 24 Ore è chiara (cioè...forse la foto qui sopra è illegibile, però non sono riuscita a fare di meglio. Di seguito però ve la racconto): a parità di reddito, un single (magari donna) pagherebbe al Fisco più di un uomo che convinca la propria moglie a non lavorare. Nel primo caso, un reddito lordo di 40 mila euro versa un’imposta di 11.520 euro, nel secondo il marito con moglie a carico pagherebbe solo 9.600 euro. E’ come se lo Stato regalasse a questa coppia duemila euro affinché la donna non cerchi un lavoro. I figli qui, come si vede, non c’entrano.


Nel caso di una coppia con 2 figli, se i coniugi lavorano entrambi (a parità di reddito totale), pagherebbero più di una coppia con figli nella quale il percettore di reddito sia uno solo. Se lui guadagna 40 mila euro e lei 20 mila, pagano in totale 16.320 euro di tasse. Se invece è solo lui a lavorare e a guadagnare da solo 60 mila euro, risparmia quasi 5 mila euro rispetto all'imposta attuale. Anche in questo caso, è come se lo Stato offrisse questi soldi per convincere la donna a rimanere a casa.
Qualcuno lo riterrà legittimo. Qualcuno sarà entusiasta. Ma non mi venite a dire che questo è un sistema per favorire il lavoro delle donne. Invece di fare gli asili nido, invece di favorire la parità sul lavoro, invece di promuovere una cultura di crescita delle persone, si "pagano" i mariti che riescono a tenere a casa le mogli. Mi sembra tremendo.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

In questa Italietta per una donna un bel fondoschiena può valere di più con una laurea ottenuta col massimo dei voti. Un importante politico risponde a una precaria di sposare un uomo ricco. Una Chiesa ottusa e bigotta preme perché le donne sfornino figli a go-go, destinati magari a restare mammoni a vita o a crepare in incidenti tipo Thyssen-Krupp.

Solo le italiane che sono state all'estero (magari con l'ERASMUS) e che hanno imparato a rimboccarsi le maniche per ottenere la pagnotta si lamenteranno, le altre saranno contentissime di fare le casalinghe a vita (sperando che il marito, da cui dipendono economicamente in tutto e per tutto, si comporti bene con loro per tutta la vita).

Bloglavoro ha detto...

d'altra parte questo punto nel programma elettorale non era stato riassunto in "sposare Piersilvio"? ;) E' una soluzione votata dagli italiani, quindi vuol dire che alla maggioranza degli italiani, anche donne, sta bene tornare all'Italia del '39. E speriamo almeno non in tutti i sensi...
Comunque non preoccuparti Angela, vedrai che il Ministro per le Pari Opportunità saprà imporsi in questa complicata questione!

prime ha detto...

Una piccola osservazione ...

Siamo il secondo paese con il più basso indice di natalità al mondo ... una risposta a tutto questo la si dovrà pur trovare ragazzi ... oggettivamente, il peso che certi aspetti sociali hanno - e avranno sempre + nei prossimi anni - su di noi e sui nostri stipendi è determinato in buona parte proprio da questi fattori

Vostre proposte in merito?

Un abbraccio

Ladypiterpan ha detto...

Caro Prime,
potresti spiegarti meglio?
Non ho ben capito quello che vuoi dire...
Anna

Dario ha detto...

Due cose al volo, diciamo per "par condicio": 1. il tuo ragionamento potrebbe essere esteso oltre le differenze di genere: si applicherebbe a chi nella coppia guadagna di meno e non è detto che sia la donna (io per esempio guadagno meno di mia moglie e me ne starei volentieri con le mani in mano :-) .. 2. oggi avere più di 2 figli è sinonimo di benessere sociale: la vecchia concezione di "proletariato" si è ribaltata ed è "da ricchi" sfamare molte bocche. E' giusto? Io condivido questo modello sociale di tassazione , parametri come l'ISEE [quello per pagare gli asili e servizi sociali] ecc. xché introduce perequazione rispetto ai costi reali di una famiglia. Si tenga presente che se una donna (o chi dei due nella coppia) non lavora e trovasse un impiego aumenterebbe l'Irpef, ma anche il reddito! Come sostiene mio suocero che fa il salumiere e che è estremamente contento di pagare tutte quelle tasse: più tasse, reddito + alto.. Basta dare letture differenti su quale parte del bicchiere è piena o vuota. O no?

prime ha detto...

@ladypeterpan
Quello che intendevamo è riferito al primo intervento dell'anonimo, quando ci dice ...

"Una Chiesa ottusa e bigotta preme perché le donne sfornino figli a go-go, destinati magari a restare mammoni a vita o a crepare in incidenti tipo Thyssen-Krupp."

A prescindere da tutto, indicavamo che comunque esiste in italia una esigenza nazionale di incrementare le nascite a livello democratico, chiesa o non chiesa.

E' qualcosa di oggettivo.

Che poi si trovino gli strumenti migliori per farlo, questo è un altro paio di maniche.

Una parte non da poco della presente e della prossima Curva INPS è generata proprio da questa problematica, non la dobbiamo sottovalutare. Il suo costo sociale è molto alto.

:-)

Un saluto

angela padrone ha detto...

In tutti i paesi occidentali sviluppati è stata rilevata negli ultimi anni una correlazione positiva tra aumento delle donne che lavorano e aumento delle nascite. O voi vorreste far aumentare le nascite facendo stare a casa le donne? Niente bambini, niente crescita, niente aumento del Pil, donne a casa...magnifico! chissà se ci accettano in qualche programma per il sottosviluppo dei paesi del Mediterraneo?

prime ha detto...

Mai parlato di far stare a casa le donne, anzi.

Si diceva appunto di trovare "a prescindere da tutto" - "gli strumenti migliori per far aumentare le nascite".

Come detto, l'osservazione è relativa alle parole di anonimo.

Scienza infusa non ne esiste in questo asset, ma è chiaro che il problema demografico è importante come e quanto altri problemi.

Voi che soluzioni proponete?

:-)

Un saluto

angela padrone ha detto...

Ci torneremo, perché l'argomento sarà sempre più al centro dell'attenzione. Ma intanto, molto sinteticamente: più asili nido e coinvolgere i padri. I figli non sno un affare delle donne!

Ladypiterpan ha detto...

Cara Angela,
d'accordo con te e sinteticamente aggiungo (oltre gli asili nido): orario lavorativo flessibile, tutela della maternità reale anche nei contratti co.co.pro ad esempio, orari scolastici coincidenti con la chiusura degli uffici (che senso ha che la scuola primaria finisce alle 16-16.30 e la maggior parte degli uffici chiudono alle 18, per esempio?) E poi, mettere al centro la Famiglia (padre e madre, appunto) non solo la madre! E poi, ecc. ecc. ecc.
Anna

prime ha detto...

Appuntino ...

- mettere al centro, per il lavoro flessibile, il concetto della non obbligatorietà del luogo fisico di lavoro - in sintesi, poter lavorare tranquillamente da casa per i lavori che lo permettono.

Ci sembra un punto fondamentale per le donne.

Un abbraccio

Ladypiterpan ha detto...

Appuntino...per i Prime...

"Ci sembra un punto fondamentale per le donne" e per gli Uomini, aggiungerei... o no caro/i Prime?! Mi pare che i figli noi donne li facciamo con gli uomini e non per partenogenesi...
Scusa Prime la polemica... ma i figli non sono solo delle donne...
Anna

prime ha detto...

Concordiamo pienamente anna - era sottointeso.

:-)

Eleonora Voltolina ha detto...

Concordo pienamente con quanto espresso da Angela e da Anna. E invito tutti a dare un'occhiata a una delle ultime puntate di Report: la "buona notizia" era dedicata al metodo francese per incrementare la natalità. Riassumibile così: se fai tre o più figli e hai un reddito medio-basso in pratica le tasse NON LE PAGHI (in toto), ci sono molteplici soluzioni di asilo nido (da quelli comunali a quelli aziendali a quelli privati a quelli "condominiali" con cinque-sei bambini), gli asili non chiudono MAI prima delle 18:00 e alcuni vanno avanti addirittura fino alle 21:00 per agevolare quei genitori che hanno turni strani.
Risultato: le francesi lavorano più delle italiane E fanno più figli delle italiane.
Alla fine della puntata veniva intervistato il Ministro, che ammetteva chiaramente "Queste politiche ci costano: ma noi abbiamo scelto di fare un ragionamento di lungo periodo. Tra vent'anni, quando tutti gli altri Stati europei saranno in ginocchio perchè i contribuenti non riusciranno più a far fronte alle uscite per le pensioni, noi abbiamo calcolato che saremo l'unico Paese che avrà una popolazione abbastanza nutrita da garantire entrate fiscali adeguate".
Fare più figli oggi vuol dire anche questo: garantirsi un'assicurazione per il futuro.
E poi, al di là di questi discorsi che sono giusti ma anche molto sterili: non saremo un Paese civile fintanto che le donne (cioè noi) dovranno scegliere tra maternità e carriera.

Eleonora
http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

PS: Bloglavoro, mi hai fatto morire dal ridere con quel riferimento alla ministra per la quale tutta Europa ci ride dietro... ;-)

Anonimo ha detto...

Ci sono alcune realtà in cui trovare lavoro è un miraggio, per gli uomini e per le donne.
Preferirei anch'io che mia moglie lavorasse, anzichè risparniere qualche migliaio di euro con il quoziente familiare. Ma intanto mia moglie ha trentasei anni e non trova lavoro. Come faccio a poratre avanti una famiglia di quattro persone con un reddito soltanto? Parlare è facile.....

angela padrone ha detto...

X Anonimo: sono d'accordissimo che parlare è sempre più facile che vivere...però è chiaro che quando si fanno ragionamenti, diciamo, "macro", è difficile considerare i singoli casi. Anzi, sarebbe sbagliato. Quello che io credo è che l'economia deve "spingere" verso una certa direzione, non nell'altra. Poi i singoli devono cercare il modo di vivere meglio possibile, facendosi i loro conti, magari spostandosi, con tutti i sistemi che nella storia hanno usato le persone ( e perfino noi italiani, difficile da credere eh !?) per trovare ciò che cercavano. in bocca al lupo
a.

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