giovedì 22 maggio 2008

MARCEGAGLIA, MIRA IN ALTO E PUNTA SU DONNE E GIOVANI


Nel primo discorso da presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ha affrontato una gran quantità di temi. Un vero programma di governo, il suo. Tanto che Berlusconi ha detto che lo farà suo. Non male. Tra le altre cose ha parlato di rilancio del Paese, di ritorno alla scuola del merito e dei contenuti, ha parlato di donne e giovani (vedere il mio articolo domani sul Messaggero), ha chiesto una vera rinascita e ha impegnato le imprese in questa operazione. Forse anche qualche autocritica, da parte delle imprese italiane, non avrebbe guastato, ma non si può forse pretendere troppo. Potete leggere qui il discorso integrale. E qui anche il mio pezzo su donne e giovani.

4 commenti:

Alex80 ha detto...

In Italia ormai i capitalisti hanno rinunciato all'impresa, preferiscono fare speculazione.

Es. Dispongo di una grossa somma di denaro, cosa faccio, apro una fabbrica di lavatrici o di automobili? Macché, dovrei continuamente combattere contro la concorrenza straniera, contro i sindacati e la burocrazia. Uso quei soldi per fare incetta di tutte le case in una grande città, triplico gli affitti e spenno fino all'ultimo cent lo studente o il poveraccio che ha bisogno d'un alloggio. Oppure, grazie anche al politico amico, compro l'autostrada o l'azienda dell'acqua potabile o del telefono, triplico il pedaggio o la bolletta, riduco ai minimi la spesa sulla manutenzione. Così danneggio non solo l'utente, costretto a pagare carissimo un servizio scadente, ma anche l'impresa italiana che pagherà la bolletta telefonica di più dell'impresa straniera.

Possiamo anche abolire l'articolo 18 e i sindacati, abolire le tasse alle partite IVA, ma non basterebbe. Bisogna premiare l'imprenditore che lavora e disincentivare l'affarista.
Bisogna che la banca abbia interesse che la mia attività vada bene se io, giovane disoccupato, le chiedo soldi per avviare un attività come il carrettino dei gelati, non sperare che io fallisca per papparsi la casa dei miei genitori. Bisogna ridurre le parcelle dei notai, vero strozzinaggio (che non impediscono a truffatori come quelli che "striscia la notizia" spesso smaschera di indicare indirizzi inesistenti per aziende inesistenti). Per non parlare della mancanza di certezza della pena, grazie alla quale nel sud i negozianti sono taglieggiati dal racket, e gli imprenditori disonesti (come quelli che mettono il metanolo nel vino) la fanno sempre franca, a danno degli onesti.

Certo sarebbe troppo comodo prendersela solo col "sistema" e non rimboccarsi le maniche. Ma se qualcosa non cambia il dipendente, sia quello meritevole sia quello fannullone, avranno solo più carico di lavoro, senza i vantaggi della flessibilità (cioè quello di minacciare di andare a lavorare da un altra parte se il datore di lavoro passa la misura)

prime ha detto...

Attenzione a distinguere sempre imprenditori da finanzieri - c'è un bella differenza.

:-)

arnald ha detto...

La Marcegaglia avrà fatto anche un bel discorso, ma solo parole cara Angela. Come sempre, come tutti.
E giustamente (per lei), non ha pensato lontanamente di dire che le imprese hanno colpe nel sistema (marcio) del lavoro in italia. Io sono profondamente deluso invece e mi fa ridere il suo appoggio alla detassazione degli straordinari che, come ben sai, metterà le donne al palo. Tanto per cambiare. - Arnald

prime ha detto...

Arnald, amico, se tu conoscessi la Marcegaglia non parleresti cosi, ne siamo certi.

:-)

Un salutone

Google