lunedì 31 marzo 2008

CALL CENTER, NUOVA CIRCOLARE DI DAMIANO

AGGIORNATO CON IL LINK

ALLA CIRCOLARE SUL SITO ADAPT

Una nuova circolare del ministro del Lavoro (dopo quella del 2006) per "spiegare" e applicare la legge Biagi nei call center: anche gli operatori outbound (cioè quelli che fanno le telefonate al cliente, e non quelli "inbound" che semplicemente rispondono al telefono, che erano già stati stabilizzati) ora dovranno essere assunti come lavoratori dipendenti, tranne che in casi e condizioni di lavoro specifiche, nelle quali sia provata una vera autonomia di lavoro. C'è un termine per queste procedure di regolarizzazione, che è quello del prossimo settembre.


Tutti contenti, a quanto pare: destra, sinistra e sindacati. E questo dovrebbe finalmente placare le polemiche su questi benedetti call center, incubo e delizia di chiunque parli del lavoro "precario".


Sarei più curiosa invece di sapere cosa ne pensano gli interessati e se, o in quale modo, il loro lavoro è cambiato.

14 commenti:

arnald ha detto...

Ah ah ah. - Arnald

Anonimo ha detto...

Salve,
sono una lavoratrice saltuaria di un call center outbound. Questa stabilizzazione mi sta rovinando la vita. Io voglio fare solo poche ore, perchè li lavoro per arrotondare e non è il mio primo lavoro. Così invece me la prenderò nel ...

:-(

Che belle notizie mattutine.

angela padrone ha detto...

mia cara anonima, quello che tu dici è esattamente quello che io penso...purtroppo non si può dire. In questo campo le parole e le cose non sono quello che sembrano, ma significano altro. ...Quindi bisogna "proteggerti" da te stessa e costringerti a essere stabilizzata. Mi dispiace

prime ha detto...

Viviamo davvero in un paese di schifo ...

:-S

Tanta solidarietà per te anonima.

Bloglavoro ha detto...

Non è giusto che il 'lavoretto' di poche ore sia vincolato come un impiego di 8 ore al giorno 5 giorni a settimana. Ma il problema qui si è originato dall'uso improprio che hanno fatto le aziende della legge 30, di per sé sarebbe stata utile esattamente a lavoratori come l'utente anonimo...

Loud ha detto...

Posso dare anche la mia opinione?

Per un me un ausiliario di Call Center resta un dipendente, magari a domicilio (se svolge attività da casa) o in telelavoro (che con l'ausilio di strumentazione informatica), ma pur sempre un lavoratore dipendente.

Diverso conto è il soggetto che effettua delle telefonate per un'intervista specifica e poi stop, ad es. per una programmata attività di marketing: qui ci sarebbe un progetto e tranquillamente potrebbe sussire un genuino rapporto di collaborazione, purché siano previsti clausole vere di autonomia (telefona quando gli pare, non è pagato a telefonate effettuate, lavora i giorni che vuole, ecc., l'importante è il risultato), altrimenti è pur sempre un dipendente (come dicevo: a domicilio o telelavoro, in questo caso con apposizione del termine nel contratto per ragioni organizzative/produttive).

Saluti,
Luca

Loud ha detto...

cmq non ho ancora avuto il tempo di leggere la nuova circolare (che pur sempre di circolare si tratta, non di legge); se quando la leggerò avrò altro da aggiungere mi farò di nuovo vivo qui :D

Alex ha detto...

Cara Angela Padrone,
si è mai chiesta se, pagare delle persone per infastidire della gente con proposte di prodotti o servizi mai richiesti, sia un lavoro LECITO?

In Italia nei call center outbound il 99% dei contratti sono CONTRATTI CAPESTRO, fuorilegge. Spesso si è (sempre illegalmente) pagati a cottimo (così che se la stragrande maggioranza degli scocciati manda l'operatore a quel paese, quello ha di fatto faticato per nulla), si è costretti a inoltrare le telefonate degli utenti a numeri a pagamento, si inganna il dipendente con mille clausolette. Se volete arrotondare, offritevi di scaricare un camion al mercato, fate le cameriere o le animatrici d'estate, offrite lezioni private in nero.

I call center in Italia sono diventati oggettivamente troppi, un tempo mi piaceva rispondere ai sondaggi telefonici, poi è diventata una PERSECUZIONE (c'è gente che si è cancellata dall'elenco telefonico!!!!) ora se mi capita di riceverne uno ho i miei metodi per far passare al "persecutore" la voglia di richiamare.

NON ANDATE A LAVORARE NEI CALL CENTER OUTBOUND! Questa vergogna tutta italiana deve sparire (o, perlomeno, autoregolamentarsi).
Alex

arnald ha detto...

Ma guarda Alex,
secondo me per l'autoregolamentazione se la sono già data e tu ce l'hai descritta. - Arnald

prime ha detto...

@loud
per una volta non ci troviamo in accordo con te. Le sfaccettature sono tante, e non contano poco. Le tendenze sono un po diverse.

@alex
sembri decisamente una vittima dei luoghi comuni che hanno ispirato anche Virzì, non c'è che dire. Ci inciti addirittura al lavoro nero.

Complimenti amico.

:-)

Un abbraccio

Loud ha detto...

@prime: spiegati meglio, come mai non si d'accordo?

intanto pubblico sul mio blog un articolo proprio sul precariato...

ciaoooo

Antonio Candeliere ha detto...

si fa sempre il contrario di quello che si dovrebbe fare in italia.

prime ha detto...

@loud
E' lungo spiegarti perchè non siamo in accordo ... basta leggere su di noi in giro e avrai tutte le tue risposte (perdona non è per mancanza di voglia, ma proprio perchè ci sarebbe anche troppo da scrivere ...).

:-)

Un abbraccio

KAR ha detto...

MERCAL
Sono straniera e lavoro in un call center, no vedo niente di male, noi offriamo un servizio, sta in lui dire si o diere no, non si obliga nessuno, si vai al mercato la geste quasi ti butta adosso la sua merce, offre anche un servizio, un prodotto. chiedo scusa per il mio pessimo italiano, pero parlo meglio di quello che scrivo. amici e un lavoro in piu, ci sono tanti regazzi italiani che lavorano in questi call center perk devono pagare la universita, si e un lavoro precario di quasi 5 euro la ora, pero la necesita ha faccia di cane, ci sono tanti che preferiscono prendere la vita un poco piu facile e comoda andando a fare il deliquente. noi stiamo lavorando con insulti, ofesse , mandate a fc, e mille di altre cose, siamo lavoratori bene o mal pagati pero meritiamo un respeto.
grazie

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