martedì 11 marzo 2008

ELSA A SIENA SU PRECARI E CONTENTI

ELSA-Siena mi ha invitato all'Università di Siena, dove abbiamo discusso del mio libro "Precari e contenti" con dottorandi e studenti. ELSA è l'associazione europea degli studenti di Giurisprudenza, un network che ha aderenti in più di 220 università sparse in 36 diversi Paesi. Ne fanno parte circa 30 mila tra studenti e giovani avvocati. Io non conoscevo l'esistenza di ELSA, ma questo mi ha dato subito l'occasione, colta al volo dai miei ospiti, di parlare di "opportunità". Una delle chiavi del mio libro è quella della flessibilità come fonte di opportunità: di crescita, di apprendimento, e perché no, anche semplicemente di sopravvivenza. Nella flessibilità, tralasciando per un momento gli aspetti negativi, c'è un mondo di opportunità, che bisogna imparare a cogliere, il che è tutt'altro che facile o scontato. ELSA, mi hanno spiegato oggi, è in fondo una di queste opportunità, perché offre agli studenti e ai giovani studiosi di Diritto la possibilità di collegarsi con questo grande network, offre la possibilità di fare stage e esperienza in istituzioni internazionali. Anche se, per beneficiarne, bisogna per l'appunto essere flessibili, disposti a muoversi, ad andare oltre i confini della propria facoltà e magari anche della propria città. Lo dico perché può interessare ad altri gruppi o a singoli che ancora non ne fanno parte.
A parte ciò si è discusso molto, in particolare da parte della dottoressa Lara Lazzeroni, della differenza tra flessibilità e precarietà, di dualismo del mercato del lavoro (e quindi di licenziabilità, di articolo 18 e così via) e si è anche parlato delle diverse aspettative e difficoltà di chi cerca lavoro e degli imprenditori che invece cercano un lavoratore. Uno dei temi sottolineati, per esempio, è che non è affatto scontato che un datore di lavoro preferisca prendere un lavoratore a termine, piuttosto che a tempo indeterminato. Quest'ultimo, in linea di principio, è il mattone su cui un'azienda costruisce. Difficile costruire con chi se ne va. Quindi, il disagio, se disagio c'è, è reciproco e motivato, anche se non sempre l'altra parte conosce questi motivi.

Una affermazione di Massimiliano Vatiero invece vorrei sottolineare: ha detto che secondo lui Precari e contenti è un libro "non politico". Credo che volesse dire "non ideologico" e che volesse essere un complimento. Ed è vero: uno dei miei obiettivi è stato quello di parlare di questi temi sottraendomi alla divisione tradizionale tra chi è a favore (a destra) della flessibilità e chi è contrario (a sinistra) al precariato. In questo senso sono felice se sono riuscita a non essere ideologica. Temo però (e spero) di non essermi sottratta alla "politica" nel senso migliore del termine, intesa come attività e riflessione volta al miglioramento della condizione delle persone.
Infine, un messaggio in bottiglia per Federico Vasoli, che ha scritto la sua storia qualche post fa: la sua vicenda è sembrata molto interessante ai giovani avvocati di Elsa. E se anche non lo imiteranno nella sua "colonizzazione" del Vietnam, però la sua storia è servita a rafforzare la loro convinzione che molto spesso è importante avere un'idea e perseguirla senza troppa paura, magari muovendosi in posti a cui non si era pensato prima.





3 commenti:

pasquale ha detto...

Grazie per il bellissmo post :)

Il ito di Elsa-Siena verrà presto aggiornato con le foto che saranno anche sul mio blog.

www.pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it

scrooge ha detto...

un saluto e complimenti a te e all'elsa per le vostre attività

mas-vat

Pablo ha detto...

grazie di tutto, della presenza, del interessantissimo contributo, del lusinghiero post e della piacevole compagnia

paolo amorosa

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