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venerdì 22 giugno 2007

INVESTIRE NELLA CONOSCENZA O SPROFONDARE

AGGIORNATO

«Forse è esagerato parlare di declino dell'Europa della conoscenza; ma è certo che il mondo corre e che la Ue fatica a tenergli dietro». Lo dice il ministro Mussi. E se la Ue fa fatica, purtroppo l'Italia arranca.


Oggi c'è stato il convegno di cui dicevo ieri su 'Il ruolo delle università nello spazio europeo dell'istruzione e la ricerca" nell'aula magna del rettorato dell'Università di Roma "Sapienza". Mussi ricorda che «la Ue spende poco per la sua ricerca e per le sue università: investimenti in ricerca scientifica e in sviluppo tecnologico sono inferiori al 2% del Pil contro il 2,7 degli Usa e il 3,2 del Giappone. Inoltre, la spesa complessiva per l'alta formazione in Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna non supera l'1,1% del Pil. E e in Italia, udite udite, è perfino inferiore allo 0,9% contro il 3,6% degli Stati Uniti».
Tra ricerca e istruzione, quello che viene definito "pacchetto conoscenza", i dati dell'Italia sono un pianto. Secondo i dati Ocse, in Italia non raggiungono il 2,5%. In Francia, Gran Bretagna e Germania sono vicini al 4% del Pil mentre in Giappone assommano al 5,0% e negli Usa toccano addirittura il 6,6% del Pil.
Tutto ciò, ammette il ministro, si traduce in un imperativo per l'Italia e per l'intera Europa: «Non possiamo pensare di poter vincere come singoli paesi la sfida della conoscenza: o vinciamo insieme, e possiamo vincere, o perdiamo tutti». E non è bello sapere che, anche nella squadra perdente, l'Italia è guardata storto.

mercoledì 9 maggio 2007

ERASMUS, CHE INVIDIA


Permettetemi di essere invidiosa! Erasmus...solo il suono mi fa pensare a tutto quello che mi sono persa, essedomi io laureata prima che il programma nascesse. Per andare all'estero ho dovuto lavorare in fabbrica e come au pair. State certi che un'esperienza in un'università straniera mi avrebbe fatto un gran bene (e non solo alla conoscenza, bensì anche al cuore!.
Sono passati 20 anni da quando è nato il programma di scambi tra università europee Erasmus, ci sono passati 173 mila studenti italiani e un milione e mezzo di europei, sono stati scritti libri, girati film sulle loro esperienze indimenticabili.
Prodi oggi ha lanciato una proposta: rendiamo obbligatori 6 mesi all'estero per tutti quelli che si devono laureare. Mitico! Al povero Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca, sono venuti i capelli dritti. Ha subito precisato che la proposta è bella, ma di massima, si vedrà. Io credo che cambierebbe molte, molte cose, se si facesse. Anche perché, non sottovalutiamo, portare all'estero i nostri studenti deve significare anche portare in Italia gli stranieri...e bisogna attirarli gli studenti stranieri!

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