sabato 15 novembre 2008

DONNE E PENSIONI /2

Torno sull'argomento donne e pensioni, per riportare qui l'articolo che ho scritto in proposito sul Messaggero.
Aggiungo, rispondendo ad alcuni commenti al post precedente, alcune osservazioni:
1) nessuno può essere "compensato" per tutto ciò che gli tolgono durante la vita, soprattutto se c'è ancora tempo per rimediare. Meglio dare prima il giusto e poi trattare tutti uguali.
2) le donne (e non "la donna" che per fortuna non esiste) sono per l'appunto stufe di fare il doppio o il triplo lavoro, consentendo così a qualcun altro di dedicarsi completamente a uno solo, e èpoi magari fare carriera o coltivare i propri hobby
3) è necessario che tutti vengano trattati in modo paritario, rimuovendo gli ostacoli che impediscono alle donne, nel corso della loro vita, di avere le stesse chance dei maschi anche sul lavoro
4)anche i maschi dovrebbero fare tutta la loro parte di secondo e terzo lavoro, occupandosi di figli e anziani parenti
5) le donne alle quali viene graziosamente concesso di andare in pensione prima non si rendono conto che poi saranno povere, perché gli assegni sono bassi e lo diventeranno ancora di più dopo 20 anni.

9 commenti:

Ladypiterpan ha detto...

Ciao Angela,
io penso che, o uomo o donna, ognuno dovrebbe poter scegliere quando andare in pensione...
Riguardo il tuo 3 punto, non mi pare che le cose vadano per il meglio, anzi...
Mi pare che le cose peggiorino sempre di piu', vedi Alitalia ma anche tutti quelli che oggin perdono il lavoro...
Tutti quelli che difficilmente lo ritrovano, sono donne.
Bisognerebbe pensare al lavoro con una nuova visione...ma di novita' in giro ne vedo poche...
Un abbraccio
Anna

Anonimo ha detto...

Gent.le dott.ssa Padrone, certe volte non la capisco... Lei difende a spada tratta le donne, sostiene l'equiparazione a tutti i livelli e poi... non ha scritto nulla, dico nulla, di come il nuovo decreto Gelmini danneggi proprio le donne...
Legga qui : http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000751.html
Ci racconti un po', a questo punto, quanto la pagano per scrivere stronzate o come la ricattano...Sarebbe piu' reale la cosa...

Anonimo ha detto...

Quante belle parole. Se l'Italia fosse la Svezia forse saremmo tutti d'accordo ad alzare l'età pensionabile a 70 anni. Il problema è che l'Italia non è la Svezia.
Io sono il primo che vorrebbe che non ci fossero più lavoratori di serie A e di serie B. Perché un lavoratore Alitalia ha diritto a una cassa integrazione generosissima e un precario che perde il posto non riceve una lira?
In Europa c'è un sussidio di disoccupazione per il 70-90% dei lavoratori, in Italia la cassa integrazione protegge solo il 20% dei lavoratori. Certo, spesso il disoccupato europeo per continuare a ricevere il sussidio ha alcuni obblighi (accettare anche lavori non qualificati, frequentare corsi, ecc.), ma il sussidio serve anche a limitare lo strapotere del padrone.
Non voglio tirar fuori il discorso "komunista" che è giusto il furto commesso da un povero e non quello commesso da un ricco, né il solito scaricabarile ("prendetevela non con gli altri privilegiati, non con me!). I ladri sono tutti ladri, gli sprechi sono tutti sprechi. E' notevole però che mentre tutti tirano la cinghia aumentino gli stipendi di politici, manager pubblici, banchieri, "soliti noti", ecc.
In Italia troppe aziende rifiutano i lavoratori over 40. Siamo pieni di disoccupati troppo vecchi per le aziende e troppo giovani per la pensione. Oltretutto, licenziare gli statali non fa che aggravare la crisi: lo statale disoccupato non compra più nel negozio, il negozio chiude e licenzia tutti.

Ripeto, non difendo gli stipendi clientelari di pochi, non difendo il parassitismo. Dico tuttavia che degli ammortizzatori sociali aiuterebbero anche molta gente.

Faccio un esempio: prendiamo un disoccupato anziano che si mantenga con lavoretti in nero saltuari, altri espedienti e i soldi dei suoi parenti e amici. Spende tutto per pagare l'affitto e le bollette, magari passa le giornate in casa ad annegare i dispiaceri nel vino. Se avesse un piccolo guadagno (una mini-pensione) potrebbe magari fondare una piccola cooperativa con altri suoi colleghi disoccupati, mettersi in proprio, comprare un carrettino dei würstel, o pagare l'occupazione del suolo pubblico per una bancarella di magliette, e tornare a lavorare. Potrebbe dedicarsi a quei lavori che danno guadagni piccoli, tipo la vendemmia o la raccolta della frutta. [Per questo sarebbe utile che i guadagni del pensionato che torna a lavorare non gli aumentassero le tasse sulla pensione].
Ma la colpa è solo degli italiani che non vogliono "sporcarsi le mani", che vogliono tutti il "posto fisso" e la laurea facile? Per me molta colpa ce l'hanno anche le imprese, che invece che investire in tecnologia preferiscono la speculazione, il lavoro nero, l'evasione fiscale, le mazzette ai politici e alla GdF. Non voglio offendere il "Popolo della Partita IVA", ma è chiaro che nella crisi chi viola le regole (scarica i rifiuti illegalmente, non paga le tasse, corrompe, ecc.) ha un fortissimo vantaggio competitivo nei confronti del padrone onesto.
Che esempio è Emma Marcegaglia, della quale sono stati scoperti conti segreti in Svizzera [non considero l'aspetto penale, solo l'etica]? E' questo l'imprenditore italiano? "Prendi i soldi e scappa"? Cominciamo a risolvere ciò, allora innalzeremo l'età pensionabile.

P.S.: è un peccato che Angela sia diventata coi suoi libri un'icona di "Libero", "Il Giornale", "Il Foglio", ecc.. Se con questi può essere d'accordo su argomenti come la pigrizia dei giovani o il sindacato che difende i privilegi, sarebbe bello che si dissociasse invece sulla difesa d'un capitalismo basato su intrallazzi coi politici, sui mercati protetti, sulle rendite monopolistiche, su un uso disinvolto delle regolo. Quel "capitalismo di rapina" che assomiglia più al feudalesimo che al buon capitalismo di Adam Smith o di Indro Montanelli.

Piero ha detto...

Angela . . .

oltre che schiarirsi le idee sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro...

potrebbe esserci di molto utile confrontarsi su...

cosa può fare ciascuno di noi per far ripartire l'economia italiana??

angela padrone ha detto...

Purtroppo aveva scritto per rispondere a molte vostre osservazioni e mi è sparito il commento...segue depressione e svogliatezza!
Comunque, brevemente: ci sono certi provvedimenti nei confronti di giovani e donne, che semplicemente nessuno, né di destra né di sinistra, ha avuto finora il coraggio di prendere. Ma qualunque provvedimento dovrebbe comunque riequilibrare un sistema di welfare che è oggi squilibrato. Due esempi: se si danno tutti i soldi alle pensioni e alla cassa integrazione, non restano soldi per gli asili nido, gli sgravi fiscali ai lavoratori dipendenti o gli ammortizzatori sociali, cioè indennità di disoccupazione per i giovani precari. Questo deve essere chiaro: se si dà da una parte, si deve togliere dall'altra.
Un'altra osservazione, sulla scuola: la scuola non è un "ammortizzatore sociale" per donne disoccupate. E' una istituzione che dovrebbe promuovere i cittadini del futuro, fare da ascensore sociale, promuovere la formazione e le eccellenze, eccetera. Quindi al centro ci dovrebbero essere le esigenze degli studenti, non quelle dei professori, che peraltro si danno la zappa sui piedi. Ma i nostri prof, pur di non rischiare neanche un po' preferiscono continuare così: dare poco e prendere poco. Ma a molti questo non piace.

Piero ha detto...

Angela...

Condivido al 100% questo tuo commento.

Marisa ha detto...

Ciao Angela.
Molto interessante il tuo post, l'ho appena ripreso.
Non so se hai letto l'articolo di Repubblica di ieri:

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/economia/pensioni-avv-stato/pensioni-avv-stato/pensioni-avv-stato.html

Magari ti interessa :)
Ciao e alla prossima

il matto ha detto...

Sottoscrivo tutto. Siamo quasi nel 2009 e non riusciamo a diventare un paese civile.

Valdemar ha detto...

lavoro paritario, si', ma basta precariato, andiamo oltre cercando di porre argine al dilagare di una politica che cura i mali senza conoscerne le cause, empiricamente. Bisogna cambiare prospettiva, conoscere bene il nostro passato storico e culturale, riformare norme e leggi che impediscono un rigoroso ricambio istituzionale che sia volano di una rinascita italiana ed europea, Ti do' il mio contributo sul blog. Se vuoi venirmi a trovare, Valdemar.
Ciao e buon anno.

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