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martedì 18 ottobre 2011

IMPRESE DA FAVOLA, LA NUOVA AVVENTURA


Che donne!
L'Italia, lo sappiamo, fa sempre brutta figura nelle classifiche internazionali: dal verde nelle città al numero di laureati, l'Italia viene sempre definita "maglia nera", no? In questo caso invece siamo primi. Abbiamo il record di donne imprenditrici! Da non credere. Ma è vero: sono una percentuale molto alta delle donne che lavorano (poche, come sappiamo) e sono il maggior numero in assoluto in confronto agli altri paesi europei.  Il fenomeno non poteva lasciarmi indifferente e così ho cominciato a occuparmi di loro  e a parlare con tante della loro esperienza personale.
Ecco, così è nato "Imprese da favola",un libro sulle donne italiane che si inventano il lavoro. Veri "geni della lampada"!
Per me è stato anche terapeutico: quando ero un po' giù parlavo con una di loro e  mi sentivo subito entusiasta e piena di energia, e convinta che avrei potuto imitarle. Certo, non è da tutti mettersi in proprio e realizzare la propria impresa, però in loro c'è il vero spirito italiano, quello migliore, di chi non si arrende e cerca di farcela con le proprie forze, senza dover dire grazie a nessuno. Lo spirito di chi vuole realizzare un sogno, di chi non si fa scoraggiare dallo scetticismo di chi ha intorno.  Insomma, anche io sogno di ispirarmi a queste geniette e, chissà, un giorno realizzare il mio sogno segreto. Ci sto già lavorando.

A proposito, il libro esce domani.

domenica 14 ottobre 2007

UN 3% CHE FA PENSARE



LINK AGGIORNATI

In fondo abbiamo tirato un sospiro di sollievo: con l'accordo sul welfare chi si trova nella cosiddetta "trappola della precarietà", avrà finalmente delle prospettive migliori... abbiamo pensato, no? Bé, la Fondazione Marco Biagi ha fatto una stima delle persone che saranno interessate al limite di 36 mesi, oltre il quale il contratto a termine può essere rinnovato solo una volta e alla presenza delle rappresentanze sindacali: sarebbe circa il 3% dei lavoratori a tempo determinato. Il 3%.

E' molto poco. E di questi, dice Michele Tiraboschi sul Messaggero di oggi, la stragrande maggioranza avrebbero tutto l'interesse a continuare ad avere il contratto. Perché lavorano in aziende di servizi o del turismo, spesso aziende stagionali, con le quali lavorano da anni, proprio in virtù dellla loro competenza e del rapporto di fiducia che si è creato. Queste persone ora hanno buone probabilità di finire in nero....


Leggete sul Bollettino Adapt di oggi tutte le riflessioni di Tiraboschi. Ma la domanda che viene spontanea è una: perché su un argomento del genere si va avanti per sensazioni, per bandiere, per pregiudizi invece che in base a dati di fatto? Certo, è molto bello dire che si è fatto un passo avanti per ridurre il senso di precarietà, ma se il risultato è quasi irrilevante, e forse nagativo (per non parlare del famigerato scalone abolito dall'accordo), la sensazione di rabbia è inevitabile.

Si parlerà anche di questi temi nell'incontro di domani a Milano alla libreria Egea della Bocconi (vedi locandina qui sopra).

giovedì 4 ottobre 2007

RAI NEWS 24




AGGIORNATO CON LINK

Stasera verso le 22 sarò a Rai News 24, a Tempi Dispari (che inizia alle 21,20). E' una tv via satellite e mi dicono che è una bella trasmissione (oddio, dovrei andare dal parrucchiere!? ma non ho tempo!). Parleremo di "Precari e contenti" e quindi..a stasera. :-D. Chi vuole può vederlo anche via Web e commentare qui.

lunedì 17 settembre 2007

I LIBRI, LA SCUOLA E GRILLO





AGGIORNATO
Lo so che sono assente. Ma sono giornate dure....è uscito il libro (Precari e contenti), lo devo vendere porta a porta... ;-D poi c'è il lavoro (12-13 ore al giorno che volete che sia) e poi...è iniziata la scuola!

Allora, intanto il libro: si perde tempo ad andare a vedere nelle librerie se il libro c'é e come è messo! Scherzo ovviamente, ma vi garantisco che l'altra sera in una libreria di Roma mi sono messa a cercarlo invano. Poi l'ho chiesto, e tre (dico 3!) lavoratori della libreria si sono messi a rovistare di buona lena. L'hanno trovato un quarto d'ora dopo, in uno scaffale dove non l'avrebbe dissotterratto neanche un archeologo. Ovvio che così un libro non si vende. Però c'è poco che io posso fare. Voi, sì.

L'altra cosa che mi sta assorbendo è la scuola. Mia figlia va in prima media, per la prima volta in una scuola italiana. Bè, per la prima volta nella sua vita mia figlia vuole dormire con me la notte, la mattina dice "che noia, mi tocca andare a scuola". E pensare che lei è una che aveva coniato la frase: "Disprezzo l'estate", perché le mancava la scuola. La "sua" vecchia scuola, dove si divertiva. Purtroppo troppo spesso la scuola italiana non entusiasma. E non potrebbe fare errore peggiore.

Poi c'è Grillo. Quando apro internet cerco Grillo o i "contro Grillo" e perdo molto tempo perché si legge di tutto. D'altra parte sono "affascinata" da questo fenomeno, da questo contagio di massa, come in passato già è successo e non è che sia mai finita molto bene. Comunque in Italia e sui mass media tutto stufa molto rapidamente: stufano anche le guerre e i bombardamenti, figuratevi Grillo!

In alto il banner "contro grillo", trovato sul vecchio blog di francesco costa, sorprendente giovane blogger, che già un anno fa aveva capito la situazione

martedì 14 agosto 2007

ECCO LA COPERTINA...FINALMENTE


Finalmente ce l'ho. Ho la copertina del mio libro! A voi sembra niente, ma io ho sofferto per mesi come un cane... quindi scusate se per un po' parlerò di questo ;-o
Già, quanto mi sono arrovellata su questa benedetta copertina :-(
All'inizio ne era stata scelta una che era già il frutto di lunghe e defatiganti ricerche...ma non mi piaceva (se la cercate su internet la troverete). Interrogati su questo, tutti i mei amici e ispiratori nel migliore dei casi storcevano la bocca. Figuratevi il mio stato d'animo. Ho cominciato a rompere l'anima a tutti...ho scocciato i miei colleghi del Messaggero per serate intere, ho asfissiato mia figlia, sottoponendo a lei, poveretta innocente, foto su foto. :-(
Una delle mie fisse, non so perché, erano i piedi. I piedi mi davano l'idea della precarietà, ma allo stesso tempo anche della libertà, di possibilità infinite di crescita, di spostamento. I piedi mi fanno pensare al viaggio. Ho cominciato io stessa a scattare le foto più improbabili. Ero soggetta a improvvisi e lunghi stati di "daydreaming", perché cercavo di immaginarmi un soggetto adatto. Poi, un giorno, girando su Flickr, ho visto le foto di un piede di donna, nudo, con le unghie laccate di rosso, appoggiato davanti a un computer. E' stata un'illuminazione :-o
Quell'immagine mi parlava di tutti quei ragazzi che avevo incontrato, mai troppo lontani da un computer, del loro desiderio di libertà e del modo in cui ognuno di loro viveva la precarietà..... Al tempo stesso l'immagine doveva essere ambigua e ambivalente, come è un po' tutto ormai nella nostra vita.
Sappiate però che non basta trovare una foto bella, per trasformarla in una copertina. Bisogna vedere di chi è quella foto, se il proprietario è disposto a vendertela, e quanto costa. Insomma, un inferno.
Per fortuna, tra i miei amici e colleghi del Messaggero, c'è un fotografo bravo e simpatico. Francesco Toiati. Ho rotto le scatole anche a lui e l'ho chiamato. "Ci vuole una modella", mi ha risposto. Altri costi, mi sono detta. Va bé, pensiamoci..."Caso mai avessi un'amica ...?!"
Una domenica mattina, tanto per fare delle prove, mi metto in ciabatte davanti al computer ....E fotografo i miei piedi, per avere qualche idea da mandare a Francesco. Lui, carinamente, viste le foto mi prende un po' in giro: "Ma sai che hai dei bei piedini?!" Io giustamente all'inizio non l'ho preso sul serio....per farla breve alla fine ho messo insieme scarpe calzini, calzettoni, ho comprato anche uno smalto che non mi sarei mai messa, e sono andata nello studio di Francesco, dove abbiamo fatto le prove.. le foto sono venute fuori. Una di queste è diventata la mia copertina. E' piaciuta a tutti. A tutti dà l'idea di quello che cerco di dire nel libro, dove convive precarietà e voglia di rimettersi in piedi. Se guardate bene, nella seconda immagine "dentro" il computer i piedi sono nudi. Come siamo tutti nei momenti più belli e più difficili. Comunque, il libro esce tra un mese e questa è la mia copertina, che mi piace proprio un sacco. Grazie Francesco :-D

venerdì 27 luglio 2007

PERSONALITA' CONFUSA CANDIDATO: SGRAVI FISCALI PER I BLOGGER?


Nei giornali prendiamo tutto sul serio. Quindi la politica....e il mio post del 23 su Coalizione generazionale è serio. Però mi ha fatto veramente impazzire una candidatura-burla, che tra l'altro riguarda un protagonista molto noto nel mondo dei blog e, guarda caso, uno dei personaggi del mio libro che uscirà ai primi di settembre: Personalità Confusa, o Confuso altrimenti detto.
La sua "candidatura" per il Pd è stata lanciata dal sito giornalettismo militante e la trovo illuminante di come tanti di noi, di voi, vedono i riti della politica. Ovviamente Confuso ne ha dato notizia, a modo suo, sul suo blog, e come al solito ha fatto scatenare i suoi fans, concludendo il post con il motto "Ich bin ein Blogger".

La mia domanda a Confuso, in quanto candidato, è: ha intenzione di impegnarsi a favore di sgravi fiscali a favore dei blogger, soprattutto se donne? Se la risposta è sì, allora lo voterò.

lunedì 14 maggio 2007

PRECARI E CONTENTI


Finora non l'ho sbandierato, ma ormai ne devo parlare: entro l'estate uscirà il mio libro "Precari e contenti", Marsilio editore.
Prima di discutere i contenuti devo dire che ancora non so se la copertina sarà effettivamente quella che trovate qui accanto. Comunque si vedrà.
Nel libro ci sono venti storie di giovani e lavoro. Tra queste anche la mia, nella quale si racconta come e con quali travagli attraversai la lunga strada dall'università al giornalismo, oltre venti anni fa. E questa storia serve anche da termine di paragone tra quel mercato del lavoro (anni '80) e quello di oggi.
Le altre sono vicende di giovani (ma c'è anche qualcuno vicino ai 40!) che sono in qualche modo riusciti a trovare delle opportunità nel lavoro. Perché io credo che qualche opportunità, in questo disastrato mercato del lavoro, si possa e si debba trovare. A certe condizioni.
Le storie personali possono ispirare, dare dei suggerimenti e delle idee, a chi ancora è incerto e confuso. Questa almeno è la mia aspirazione: "insegnare" a muovere i primi passi nel lavoro. E anche contribuire al dibattito politico-economico sul mercato del lavoro e sulla flessibilità.
Venerdì scorso su questo tema sono stata intervistata da Ecoradio. Chi vuole ascoltare l'intervista può aprire la pagina qui e poi cliccare sul nome.
Il seguito alla prossima puntata.

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