Visualizzazione post con etichetta contratti a termine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta contratti a termine. Mostra tutti i post

sabato 13 ottobre 2007

L'ACCORDO SU LAVORO E PENSIONI

E così, tra scaloni aboliti, lavoro a chiamata e contratti a termine, si è accesa una nuova fiammata di caos. Tanto per alimentare le contrapposizioni in vista del 20 ottobre (in programma due manifestazioni opposte pro e contro la legge Biagi), che sembravano quasi essere state disinnescate. Io spero che gli animi si plachino, perché da questo muro contro muro nessuno ha da guadagnare .

Probabilmente si toccheranno anche questi temi martedì prossimo a Milano alla presentazione di Precari e contenti (qui sopra l'invito)

venerdì 12 ottobre 2007

"AIUTO, SALVATEMI DAL POSTO FISSO"

AGGIORNATO

Piccola avvertenza: questo post non è destinato al pubblico dei precari, a meno che non siano di stomaco particolarmente forte come Max Cosmico. Il post è destinato a un pubblico di ingrigiti lavoratori a tempo indeterminato.

"La chiamano l'era dell'accesso: basterebbe avere le chiavi per entrare in un nuovo mondo di possibilità. Nessuna proprietà. Nessun legame con le città. Matrimoni che passano di moda. Ma, un momento: perché in questo panorama in cui tutto si modifica nessuno dice che anche il posto fisso dovrebbe avere i minuti contati? Certo si parla di flessibilità ma anche le imprese si sono affrettate a dire che non vogliono un mondo precario....Con il risultato che siamo insoddisfatti prima perché vogliamo essere assunti. E siamo insoddisfatti dopo perché lo siamo stati".


Questo è uno dei passaggi di un libro che consiglio: "Come salvarsi dal posto fisso", edizioni Il Filo, 10 euro, di Massimo Sideri, giovane giornalista del Corriere della Sera. Massimo la settimana prossima modererà a Milano un tavola rotonda durante la quale si parlerà del mio libro ma soprattutto della flessibilità (martedì 16 ottobre, Libreria Egea, via Bocconi 8, ore 18. Ci saranno anche due notissimi giuslavoristi, Michele Tiraboschi e Stefano Liebman, e due giovani scrittori, Alessandro Rimassa e Antonio Incorvaia, autori di Generazione Mille euro). Quello che Sideri ha scritto è un pamphlet dagli intenti provocatori, il cui sottotitolo è una perla: "Elogio del precariato a uso degli assunti a tempo indeterminato". A ben guardare non è un libro "serioso" sul lavoro o sul mondo del lavoro, ma un'opera filosofica e ironica, che però colpisce molto seriamente.

Per prima cosa Massimo mette le mani avanti: i precari si arrabbieranno. Certo, perché tutti quelli che soffrono per un lavoro poco sicuro potrebbero anche sentirsi presi in giro da chi, con il sedere al caldo, dice: beati voi. Eppure il tema è profondo e potrebbe riguardare non due o tre milioni di precari, ma oltre 20 milioni di lavoratori a tempo indeterminato in Italia!


Per capire subito di che si parla leggiamo la scena madre del libro: "Provate ad immaginare un ring dove si affrontano nel match del secolo un precario e un contratto a tempo indeterminato. Gli allibratori sono al lavoro, le scommesse si stanno per chiudere. Il precario è stanco, ha dormito in una topaia di quinta categoria, il secondo al suo angolo non ha una bella cera e gli fuma una sigaretta in faccia. E' magro, ma più perché non ha mangiato che per la forma fisica. Sui book è dato 7 a 1. La quotazione di un brocco. Ultimi secondi. Dobbiamo scommettere i nostri risparmi. Su chi puntare?" Bè, nelle pagine successive, passando per le scimmie, esperimenti scientifici sul cervello, incursioni nella storia dell'economia e nelle vite di precari celebri, Massimo ce lo svelerà, anche se potete immaginarlo. Lui, trentenne, con un buon lavoro, rimpiange la sua "forza" di quando era precario. Io spesso dico ai miei amici precari: ma il precariato ti ha dato delle grandi opportunità, no? La forza di tirare fuori il meglio di te, i tuoi sogni accantonati....Per esempio lo dico sempre a Max Cosmico, ad Arnald e l'ho detto qualche giorno fa anche ad Andrea Bajani, che l'ha preso per un tranello. Invece c'è del vero. Dice Sideri: "Se fossi riuscito a trascinare nel posto fisso tutte le energie, le aspirazioni, il coraggio e la fantasia che avevo negli anni bui dei contratti a tempo determinato, in due parole il pensiero precario, potrei dirmi felice. Eppure non è stato così. E sono sicuro che anche a voi è successa più o meno la stessa cosa. Inoltre la condizione ottimale per la società, quella di un mondo fatto esclusivamente di precari, sembra lontana dal venire. Tra noi e questo paradiso terrestre si porranno mille ostacoli e resistenze insospettabili...."


Insomma, c'è da divertirsi e da pensare. In fondo è come quando alla fine delle favole i protagonisti si sposano: cosa sarà di quel loro amore appassionato, nel grigio tran tran del matrimonio?

martedì 24 luglio 2007

CONOSCERE LA LEGGE BIAGI


Si parla nuovamente di modifiche alla legge Biagi. Nell'ultimo incontro tra governo e sindacati si sono messi sul tavolo due interventi: 1)un limite al rinnovo dei contratti a termine (per un massimo di 36 mesi) e 2) l'abolizione del lavoro a chiamata, unanimemente riconosciuta forma di lavoro marginale. Per capirci, questo non cambia quasi nulla nel mercato del lavoro o nella vita dei cosiddetti "precari". Si rischia solo di fare aumentare il lavoro nero, dice Michele Tiraboschi, in un intervista sul Messaggero di oggi: ""Si crede che la precarietà derivi dal mercato del lavoro che offre poche opportunità. - dice Tiraboschi - Invece il problema è che l'Italia dovrebbe fare in modo che la scuola produca figure professionali più vicine alle esigenze del mercato. Se il rapporto tra scuola e lavoro è debole, è inevitabile che una volta usciti dal momento della formazione con basi diverse da quelle richieste dal mondo del lavoro vengano a crearsi schiere di precari. La precarietà si batte con percorsi certi di ingresso nel mondo del lavoro""




Voglio segnalare però un'iniziativa meritoria di due amici "ladypiterpan" e "precario a vita?", che sul sito somministrato, hanno iniziato a pubblicare e spiegare la legge Biagi, sempre citata, spesso denigrata, ma pochissimo conosciuta. Un'impresa non da poco, perché le leggi italiane si presentano sempre come un dedalo di oscurità, avvolto in un alone di mistero. Però vale la pena leggerla, questa legge, perché alcune parole sono sorprendentemente chiare, e forse lasceranno a bocca aperta chi la critica senza conoscerla!

Segnalo e raccomando però, per loro e per chiunque fosse interessato, che ciò che viene chiamato "legge Biagi", oltre alla legge 30, comprende anche altre norme, tra le quali un decreto di attuazione. Si può trovare tutto sul sito della fondazione Marco Biagi, a questo link

Google