STAGE UTILI O STAGE DA COLLEZIONE?
Segnalo qui un'iniziativa interessante. Sul blog Repubblica degli stagisti è in stato avanzato una classifica in progress con le migliori aziende per chi cerca uno stage. Ce ne sono già una cinquantina.
Mi permetto però di sollevare qualche dubbio sul senso di tutto ciò: si parla di aziende che diano rimborsi sostanziosi o altri benefit. Questo è positivo perché si incentiva la concorrenza tra imprese. Ovvio che per prendersi i migliori stagisti alcune aziende offrano di più. Però mi sembra che così si perda un po' il senso di uno stage.
Se uno stage è serio, e chi lo fa anche (cioè se non lo fa "solo" per metterlo nel suo già sterminato curriculum) il rimborso sia in fondo un dettaglio. Non irrilevante, per carità, ma un dettaglio. Quello che conta, credo, è sapere quanto "serve": cioè se in quell'azienda si impara qualcosa e se ci sono possibilità di mettere a frutto l'esperienza. Aggiungo che se io fossi un selezionatore, di fronte a un curriculum troppo lungo e vario, cioè pieno di esperienze fine a se stesse, mi insospettirei. Un'azienda che è disposta a prendersi e a pagare uno stagista per sei mesi ha tutto l'interesse a tenerselo, se quello è bravo. Si dice che le aziende prendono stagisti per farli lavorare gratis. In alcuni casi può essere, allora chi lo fa può scegliere di andarsene oppure di "forzare" l'azienda a riconoscere la propria utilità. Faccio due esempi: il primo è tratto dalla mia esperienza: alla fine degli anni 80, grazie a uno stage sono arrivata al Messaggero e non ne sono più uscita. Però altri che avevano fatto anche loro uno stage lì non sono stati assunti. Negli anni successivi ho visto passare per la redazione molti altri stagisti, e alcuni , solo alcuni, io li avrei assunti a occhi chiusi. Purtroppo l'azienda non lo fece. Ora non prendiamo più stagisti, forse perché sembrano portare più problemi che altro. E anche questo non mi sembra molto lungimirante.
Il secondo esempio è tratto dal mio libro: Precari e contenti. Andatevi a leggere la storia dell'ingegnere (donna) mandata a fare lo stage nella rimessa degli autobus e chiedetevi: quanti di voi se ne sarebbero andati sbattendo la porta?
Se poi invece "collezionare" stage è diventato uno sport ...allora è un altro discorso. Interessante. Ma lo stagista che colleziona stage non può aspettarsi a sua volta un granché dalla aziende stesse, o no?
Comunque, per chi vuole aggiungere un nome alla lista, accomodatevi. Male non fa.
