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mercoledì 5 novembre 2008

OBAMA E ANN





Il nuovo presidente degli Stati Uniti, nella nottata della sua vittoria, ha fatto un discorso nel quale non ha citato Martin Luther King, non ha sottolineato il fatto di essere il primo presidente di colore della storia americana. Non ha parlato della sua opponente, Hillary Clinton, che pure avrebbe fatto storia se fosse stata eletta, ma che lo ha aiutato ad ottenere il supporto delle donne democratiche.
Ma, alla fine del suo discorso Barack Obama ha raccontato la storia di Ann Nixon Cooper, una signora di 106 anni, che per lungo tempo nella sua vita non ha potuto votare, per due motivi: perché donna e perché nera. Stavolta lo ha fatto. Sarebbe stato bello che Obama rendesse omaggio più esplicitamente alle donne, ai neri, ai giovani, che lo hanno portato alla Casa Bianca. Lo ha fatto solo indirettamente e in modo molto soft. Vuole essere, giustamente, il presidente di tutti. Speriamo, però, che non dimentichi coloro che hanno messo in moto il cambiamento e che più ne hanno bisogno.

giovedì 2 agosto 2007

AMICI SUL LAVORO? SARA' MEGLIO, SE NO....



Amici sul lavoro? Fa bene allo spirito e aumenta la produttività: lo dice una ricerca condotta negli Stati Uniti dalla Gallup, su 5 milioni lavoratori dipendenti. Come si legge sul libro ricavato dalla ricerca, 'Vital Friends: The People You Can't Afford to Live Without' , la metà degli intervistati pensa che avere uno o più amici sul posto di lavoro aumenta il rendimento e soprattutto rende più felici. L'88% pensa che questo migliori anche il resto della propria vita. Condividere stress, tensioni, angosce, evidentemente alleggerisce quindi le giornate ed il peso delle preoccupazioni quotidiane. Il risultato? Ogni singolo dipendente svolgerà le sue mansioni con un entusiasmo fino a sette volte superiore. Ma c' chi non è d'accordo. L'amicizia tra colleghi può voler dire distrazioni e pettegolezzi. Poi, si sa, l'amicizia si può trasformare in gelosie e tradimenti. O anche in una serie di comportamenti scorretti. Un'altra ricerca, della Rasmussen, ha infatti scoperto che un terzo circa dei dipendenti Usa copre il proprio collega «furbacchione» e solo una piccola parte lo denuncia al datore di lavoro.

Per chi, comunque, in ufficio a volte si sente stressato e per niente ben disposto verso i colleghi.......guardate i video nel prossimo post

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