FLESSIBILI MA "IN SICUREZZA" IN EUROPA
Come essere precari e contenti? In tanti me lo chiedono, increduli. A parte che il titolo del libro era solo un modo per dire "sveglia, usciamo dai luoghi comuni", il senso del mio lavoro è duplice: da una parte invitare i giovani, singolarmente, a non arrendersi, e a studiare tutte le strade per "salvarsi", trovando un proprio posto nel mondo. Per questo racconto delle storie che possono essere da esempio, da stimolo, che possono dare delle idee. Dall'altra parte, i giovani devono fare un lavoro collettivo: premere perché la loro flessibilità sia ripagata con delle tutele, come in altri paesi, anche più "flessibili" di noi. Per questo si legga il dossier del centro Marco Biagi sulla flexicurity, parola chiave per fare in modo che la flessibilità non sia precariato. In particolare raccomando la lettura delle schede su paesi che si sono già avviati ampiamente sul terreno della flexicurity: dalla Spagna (che ha il 34% di lavoratori a termine, contro il nostro 13%), alla Danimarca, a Irlanda, Olanda, Spagna, Austria. Credo che la discussione dovrebbe partire da questi esempi.

