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lunedì 15 settembre 2008

SCUOLA: LUTTI, AUTOCRITICHE E WEB



Se è vero che oggi a Roma genitori e professori di 70 scuole si presenteranno al suono della campannella con il lutto al braccio, per quello che la povera Gelmini sta tentando (e sottolineo tentando), cioè di ridare un senso a una scuola che quasi non ce l'ha più....bè, vedremo se veramente lo faranno. Della serie: la fiera dell'autolesionismo.


Approfitto dell'occasione per segnalare l'articolo di Claudia Mancina sul Riformista di qualche giorno fa, che mi era sfuggito e invece merita di essere letto, sottolineato e conservato. Titolo "Caro Pd, la Gemini ha ragione". Chi avrà la pazienza di leggerlo vedrà come un politico e intellettuale di sinistra, che conosca i problemi della scuola, non possa evitare di prendersela con i lunghi anni delle riforme della scuola della sinistra e con gli equivoci nei quali è caduta. Per esempio, quello che qui dico sempre, l'errore di considerare la scuola come l'insieme dei problemi sindacali dei docenti, invece che come l'insieme dei diritti e dei doveri degli studenti; o il malinteso egualitarismo, che ha prodotto mancanza di promozione sociale per i più svantaggiati; o semplicemente l'impreparazione sempre più diffusa degli studenti, che come al solito danneggia chi è già più impreparato.



Mi sembra poi che valga la pena seguire lo Scuola@day del Sole24Ore che oggi dedica una lunga non stop all'argomento sul proprio sito web

lunedì 5 maggio 2008

MEGLIO OUTSIDER O MASCHI INCAZZATI?


(un outsider)

Ho visto oggi sulla Cnn una intervista di Larry King a Michael Moore sulle elezioni presidenziali americane. Tra le varie cose Moore diceva: capisco la rabbia dei neri, che durante la vita si sono sentiti sempre discriminati. E si capiva che lui tifa per Obama. Ma diceva anche: capisco la rabbia delle donne, perché anche loro nella loro vita si sono spesso sentite discriminate, mia madre addirittura, non poteva manifestare in America per il voto alle donne perché per quello rischiava la prigione. In America: non millenni fa ma meno di un secolo fa. E tu dove ti metti? Chiedeva Larry King: ma noi abbiamo sempre comandato (noi maschi bianchi, intendeva), ora è giusta che comandino loro, risponde Moore. Interessante.





In Europa abbiamo gli immigrati, ma ancora non c'è un problema grande come quello dei neri d'America. In compenso abbiamo le donne, che qui da noi hanno avuto il voto molto tempo dopo quello che succedeva alla madre di Michael Moore. E ora ci stiamo accorgendo che anche i giovani non stanno tanto bene: non per altro, ma perché sono talmente pochi e senza potere che nessuno li rappresenta. L'elettore medio ha quasi 50 anni e al potere ci sono dei sessantenni. Da noi quindi c'è il problema donne e giovani. Uno degli araldi di questo potere è stato Giuliano Da Empoli, che in passato si è spinto quasi (quasi) a pensare alle quote per i giovani in politica. Ora però, come a volte fanno le persone molto acute, sembra essere stanco della sua idea. Il fatto che altri comincino a difendere gli outsider evidentemente gli secca un po'. Perciò scrive: che oggi si presentano nuove élites che si fanno largo grazie ai moderni strumenti della comunicazione, scalzando i vecchi politici, che studiavano una vita prima di arrivare alla ribalta. Potrebbe anche esserci qualche briciola di vero. Ma mi pare che le vecchie >élites siano saldamente in sella, e si servano dei nuovi arrivati come "vallette". Ma il potere non glielo lasciano: Temo che la conferma arriverà dai nomi del nascituro governo.
E, contrariamente a Antonio Polito, che su un tema adiacente scrive che si sta verificando "un sessantotto alla rovescia", e si lancia in una difesa degli elettori maschi, bianchi e incazzati, io continuo a puntare sugli outsider. Quei maschi lì, bianchi e attempati, secondo me non hanno ancora visto niente. (!)

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