TELELAVORO, ORARI FLESSIBILI E "VITA"
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Il vostro "orario" di lavoro si è dilatato in modo incontrollabile e spesso anche non quantificabile? Vi sorprendete a pensare che quello che fate in ufficio a volte potrebbe essere fatto anche da casa? Vi segnalo un articolo molto interessante sull'ultimo bollettino Adapt della Fondazione Marco Biagi: "Alcune riflessioni sulla sperimentazione del telelavoro in Telecom Italia: l'accordo sindacale del 26 luglio 2007" di Antonio Cocozza.
Mentre il telelavoro, così come lo si pensava qualche anno fa, non si è mai diffuso, c'è stata, si sottolinea nell'articolo,"una significativa diffusione di un lavoro in rete al di fuori dei confini tradizionali dell'ufficio stesso e ben oltre il normale orario di lavoro". E questo è esattamente quello che capita sempre più spesso.
L'accordo sindacale cui si fa riferimento è per ora sperimentale e riguarda un ristretto numero di lavoratori, la cui caratteristica è un alto grado di autonomia.. "Non siamo di fronte a una semplice delocalizzazione di attività ripetitive o alla necessità di far fronte a situazioni difensive - sottolinea Cocozza - si tratta della regolazione di un telelavoro fondato su modelli organizzativi basati sulla conoscenza, sull'autonomia professionale e sulla responsabilità del risultato".. In pratica, il lavoratore potrà fare da casa propria un percentuale del'orario di lavoro e della quantità di lavoro stesso, senza per questo perdere il contatto con l'ufficio e con i colleghi, dove deve passare almeno una parte delle ore settimanali. C'è flessibilità nell'orario, all'interno di una fascia oraria 8-20, e soprattutto viene sottolineata l'importanza del risultato. Unica pecca importante, mi sembra di capire, la normativa ancora rigida e difficile da rispettare per quanto riguarda la "postazione" di lavoro in casa, visto che nelle case italiane è difficile trovare spazi abbastanza ampi da rispondere a normative pensate per gli uffici.
Importante, credo, sottolineare l'effetto positivo che una novità del genere può avere sull'equilibrio lavoro-vita familiare (o meglio privata, che è lo stesso), quel work life balance, al quale all'estero si comincia a pensare sempre più spesso. Non vorrei dover sottolineare che questo farebbe bene anche al lavoro delle donne...e non lo vorrei fare perché credo che ormai uomini e donne abbiano tutti l'esigenza di equilibrare vita e lavoro. Perciò mi sembra un'esperienza da segnalare e tenere d'occhio.

