SUMO - SUL RING CON ANDREA BAJANI
Sabato pomeriggio, Radio Due ore 17. Potrete ascoltare una puntata di "Sumo" con un corpo a corpo radiofonico tra me e Andrea Bajani sul precariato. Conduttrice e moderatrice Giovanna Zucconi. Molto brava e simpatica.
Andrea Bajani è l'autore del libro dal titolo "Mi spezzo ma non mi impiego" e nella trasmissione fa la parte di quello che è contro il precariato, io invece sarei a favore... (!?). Ovviamente quello che io dico è semplicemente che la flessibilità è un dato di fatto, che non si può abolire per legge. Dobbiamo quindi cercare di conviverci nel modo migliore possibile, aiutando tutti a cogliere le opportunità e a difendersi dalle avversità. A Bajani ho scherzosamente rimproverato che lui è l'esempio vivente di come la precarietà possa essere un'opportunità, visto che su questo ha costruito il suo piccolo successo. Ma lui, che secondo me rimane un po' troppo attaccato a degli schemi prefabbricati, non ha apprezzato. Il suo libro, d'altra parte, è ben scritto e fa sorridere, ma è pieno di luoghi comuni e situazioni "mitologiche", che neanche Bajani può mai avere vissuto. I suoi "cinquantenni" sembrano usciti da un film anni Cinquanta (invece i cinquantenni di oggi sono cresciuti negli anni Settanta e vivono, incredibile a dirsi, nel presente), nel quale lei "corre in cucina fare il caffè al marito" e la sera "lo accoglie puntualmente, prepara la cena...". Quando poi il marito perde il lavoro "la moglie comincia a fare dei lavoretti per raggranellare un po' di soldi, e alla fine del mese sono sue le entrate maggiori". Oibò. Per fortuna in Italia molte donne ormai lavorano regolarmente (ma ancora poco rispetto al resto d'Europa). Altrove nel suo libro si racconta che i giovani d'oggi non se ne vanno di casa (perché precari ovviamente) mentre "loro, i genitori, se ne sono andati di casa che avevano poco più di 20 anni". E qui c'è da sganasciarsi. Trenta anni fa, per chi non lo sapesse, eravamo alla fine degli anni Settanta, in Italia c'era un'inflazione a due cifre e la legge sull'equo canone (che fece praticamente sparire le case in affitto dal mercato). Io ho cominciato a cercare lavoro all'inizio degli anni Ottanta e la disoccupazione era oltre l'11%. C'era la disoccupazione intellettuale. E nessuno andava via di casa a 20 anni, se non gli operai. Insomma, è divertente descrivere la realtà per luoghi comuni, però non ci fa capire molto di come migliorare le cose.

